QUANDO IL SELFIE DIVENTA UNA MASCHERA DI VITA: SILVERSELFIE

Durante la terza settimana della campagna delle  “6 settimane per un web sicuro” lanciata da Generazioni Connesse lo scorso 29 Settembre, è tornato sotto i riflettori SilverSelfie, colui che passa le proprie giornate scattando selfie…

Cosa dovrebbe esserci di male nello scattarsi selfie quando si è con i propri amici, si cambia look, si visita un posto nuovo o si ha l’occasione di vivere un’esperienza importante che si vuole condividere con i propri amici sui social? Niente, se non lo si fa tutto il giorno, tutti i giorni. Il fenomeno di scattare e pubblicare sui social qualsiasi cosa si faccia durante la giornata si sta diffondendo a macchia d’olio in tutte le fasce d’età: secondo il sondaggio di Generazioni Connesse circa l’81% degli over 19, il 73% tra i 17 e i 18 anni, il 65% tra i 15 ed i 16 anni, ed il 75% degli under 14 pubblica costantemente foto sui social, di cui il 3% sono foto di animali, il 14% sono foto di paesaggi mentre il 59% sono selfie. Addirittura tra i selfie stessi si distinguono quelli di gruppo (30%), quelli da soli (22%) e quelli di coppia (7%). Una statistica molto dettagliata che mette in mostra quanto gli italiani stiano diventando dei selfie dipendenti.  Considerando che la maggior parte dei selfie vengono scattati appositamente per esser pubblicati online, la selfie-dipendenza è strettamente collegata alla già diffusissima patologia della dipendenza dai social network, che affligge il mondo intero già da qualche anno.  Nella nuova società tecnologica catturare i momenti per mettersi in mostra sulla rete piuttosto che viverli sta diventando “in” in tutte le occasioni. Il detto latino Carpe Diem, “cogli l’attimo”, si è adattato alla cultura informatica in un battibaleno. L’attimo, però, non viene più colto con la mente e con il cuore ma con la macchina fotografica, o meglio con lo smartphone. Perché ormai lo smartphone è a pochi passi dal prepararci anche il caffè visto che fino ad un decennio fa i più comuni telefoni cellulari permettevano solo di telefonare ed inviare sms, mentre oggi sono dotati di fotocamera, videocamera, sveglia, Internet, bluetooth, calcolatrice, calendario, registratore vocale, navigatore, social e centinaia di app facilmente scaricabili. Perché mai dovrebbe essere un male avere uno strumento multitasking così potente? L’importante è saperlo utilizzare nel modo giusto. Considerare lo smartphone come uno strumento e non come un compagno fondamentale di vita è la chiave per non ricadere in nessuna dipendenza della rete. Scattando continuamente fotografie solo ed unicamente per mettersi in bella mostra online può portarci ad un drastico distaccamento dalla realtà che ci renderebbe complicato capire quali siano le cose veramente importanti. I commenti ottenuti sulla rete, in gravi casi, possono addirittura diventare più importanti della nostra reputazione nella vita reale, portandoci ad un completo estraniamento dalla vita quotidiana. Indossare maschere per fingere emozioni che non si provano realmente solo ed unicamente per apparire cool sui social agli occhi degli altri potrebbe portarci ad una forte mancanza di personalità e di originalità: scegliere autonomamente cosa si piace fare e cosa no senza essere influenzati dai giudizi altrui è l’unico modo per condurre una vita felice e trasparente senza finzioni. Se i nostri gusti personali vengono messi su un secondo piano, ciò che può renderci alla moda potrebbe diventare più importante di chi siamo realmente. Ciò che conta è sempre non perdere la propria originalità, nemmeno sulla rete, perché è quello che ci rende unici ed inimitabili. Anche sulla rete le maschere è meglio conservarle per Carnevale.

<<La singolarità vera e nuova, l’originalità, non è cosa che si procacci di fuori; si ha dentro o non si ha; e chi l’ha veramente non sa neppure d’averla e la manifesta con la maggiore semplicità.>> -Luigi Pirandello

Daniele Scorza

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