Catalogna, la fiamma dell’indipendenza prende vigore

Barcellona, fallito il tentativo di Madrid di bloccare il referendum per l’indipendenza della Catalogna.  Il presidente catalano Puigdemont proclama l’indipendenza del suo territorio, Madrid pensa di mettere in atto l’articolo 155 della costituzione spagnola (l’azzeramento delle cariche istituzionali catalane), solo il dialogo può scongiurare la guerra civile. Il consiglio catalano ha infatti indetto il referendum per l’indipendenza, considerato illegale dal governo centrale di Madrid, il quale però non è stato in grado di impedirlo. È stata però condotta dal primo ministro spagnolo Mariano Rajoy una spedizione di polizia volta a fermare i votanti, spedizione che purtroppo ha  utilizzato anche violenza fisica contro i propri cittadini.

 

La protesta catalana. 

A Barcellona (a capitale ed il centro della cultura catalana) sventolano le bandiere rosse e gialle, l’ira si accende:-“la reazione di Madrid è stata troppo esagerata” dicono gli intervistati “ed è costata caro a troppe persone!”.

È accaduto ieri, in seguito alle aggressioni post-referendum (per votare a favore o contro l’indipendenza catalana), che i cittadini siano scesi per le strade a protestare contro il governo spagnolo, da loro considerato  troppo duro ed estremamente  oppressivo.

 

Quasi una maggioranza assoluta!

 I risultati del referendum non lasciano alcun dubbio circa quello che il consiglio catalano dovrà mettere in atto (come stimato dal presidente catalano Puigdemont, parliamo di maggioranza quasi assoluta: solo il 10% dei votanti si è dimostrato sfavorevole all’indipendenza), è da sottolineare però l’alta percentuale di astenuti cioè la percentuale di persone insicure riguardo al loro futuro, incerte delle conseguenze che questa separazione possa generare.

 

 Cosa succederebbe se Rajoy mettesse in atto l’articolo 155 della costituzione spagnola? L’articolo 155 della costituzione spagnola

non è mai stato attuato nella storia della repubblica spagnola perché non se n’è mai avuto il bisogno. Applicarlo avrebbe delle conseguenza non trascurabili sulla democrazia del paese:  la sospensione dell’autonomia catalana e l’azzeramento delle cariche istituzionali (dei funzionari, dei ministri e dei membri del governo), potrebbe provocare disorientamento e preoccupazione tra gli abitanti.

Potrebbe quindi determinare  per tutti coloro che sono a favore di Puigdemont e dei suoi collaboratori una situazione di disagio e soprattutto una voglia di ribellione che metterebbe a rischio la stabilità dell’intera Spagna. Questa situazione potrebbe infatti dar vita a numerosi scontri tra la popolazione. 

 

Una lotta interminabile: una visione storica.

“Potrebbe essere giunta l’ora per concludere una situazione che si trascina da anni.” Questo è quanto affermano gli esperti. Ma da quanto precisamente questa polemica si porta avanti?

Per risolvere questo grande problema ci si deve per un attimo focalizzare sugli avvenimenti nei quali tutto ciò affonda le proprie radici. La nascita di queste due entità (castigliana e catalana) si puo’ attribuire ad una conseguenza  dell’assedio arabo che coinvolse la grande maggioranza delle terre iberiche. Quelle della Castiglia e della Catalogna in quel periodo erano due regioni sviluppatesi rispettivamente a nord e ad est della penisola e che furono capaci di ritagliarsi un proprio spazio. Erano regioni indipendenti che avevano sviluppato una propria cultura, lingua e tradizione. Questa situazione si protrasse finché l’unione tra il principe catalano Ferdinando e la regina castigliana Isabella diede vita al regno di Spagna con sede nella capitale castigliana. Si venne a creare una situazione di equilibrio che si ruppe poco dopo con il re Filippo II il quale tendeva a favorire gli interessi castigliani e che soprattutto portò lentamente via alla Catalogna tutto il patrimonio culturale ed i valori che questa aveva accumulato nel tempo. È proprio da qui che scatta il volere indipendentistico della catalogna che nel corso dei secoli ha conosciuto momenti di minore e altri di maggiore vigore. È quindi questo un avvenimento che potrebbe segnare in modo permanente l’andamento della storia della Spagna.

 

Cosa potrebbe succedere adesso?

Se la situazione dovesse risolversi con l’accettazione da parte di Madrid dell’indipendenza catalana il problema si sposterebbe sull’Europa la quale dovrebbe integrare al suo interno una nuova nazione e fare i conti con tutte le situazioni e le complicanze che questa comporterebbe a livello geopolitico e anche economico.

 Prendendo invece l’Europa stessa una posizione in questa situazione, i cittadini europei si confronterebbero con una decisione di un’entità superiore e sarebbero spinti e forse facilitati nel prendere una  posizione.

 

 

 

 Asia Isabel Toma

 

 

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