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Perché tollerare chi abusa del proprio potere? Il caso Weinstein

di Anna Bura

A partire dallo scoppio dello scandalo Weinstein, molti hanno cercato di analizzare da più punti di vista gli episodi di molestia. Si è cercato di rispondere a domande come “perché proprio adesso si fanno avanti le vittime, anni o decenni dopo l’abuso?”

Sono stati pubblicati molti articoli, messe in onda molte trasmissioni a riguardo, con diverse opinioni. Alcuni di questi hanno minimizzato l’accaduto, in quanto “il mondo del cinema è così”, “sono cose che capitano”, “non stupisce sentire parlare di una donna che accetta di avere rapporti sessuali per assicurarsi la carriera”. Altri guardavano l’abusante come un “grande” ed arrivavano ad incolpare le vittime.

Molte volte le donne perdono di credibilità negli occhi della società e delle forze d’ordine, passando da vittime a complici. Si capisce allora perché il molestatore non abbia mai ammesso le proprie colpe, con una società dalla sua parte è facile stare zitti. Queste persone sono abituate a sfruttare il loro potere e fare ciò che pare loro: costringere qualcuno di ruolo inferiore a fare ciò che non vorrebbe. È sbagliato tollerare chi abusa del proprio potere. Ovviamente non spetta a noi giudicare, ma abbiamo un ruolo fondamentale nel tramandare le cose reali.

Il caso Weinstein è sicuramente un punto di svolta e d’avvio verso un cambiamento.

 

 

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