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I cambiamenti che la tecnologia ha portato nel mondo del lavoro

Con lo sviluppo delle tecnologie digitali anche il mondo del lavoro ha subito delle trasformazioni, per questo urge una riqualificazione della forza lavoro.

C’è la necessità di riorganizzare un sistema educativo volto a formare professionalità richieste e dunque colmare la bassa percentuale di competenze digitali nel nostro Paese e rafforzare quelle esistenti.

Stando ai dati riportati dal Commissario Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), Antonio Martusciello, durante uno degli incontri dell’iniziativa “Digitali e Responsabili”, promossa da Google: solo il 44% della popolazione italiana possiede competenze digitali di base, contro il 56% della media europea.

Sorgeranno così nuove mansioni lavorative nate dal progresso informatico, mentre quelle tradizionali subiranno dei cambiamenti per essere adattate alle richieste sociali.

Allo stesso tempo lo sviluppo tecnologico ha progredito grazie all’introduzione del World Wide Web e del digitale permettendo, nella maggior parte dei casi, la completa sostituzione dell’uomo con la macchina. Grazie all’introduzione dell’intelligenza artificiale questa sostituzione è stata possibile anche nelle attività che richiedono una bassa componente cognitiva. Tale fenomeno ha provocato un innalzamento del livello minimo di competenze richiesto spostando molti lavoratori con media professionalità verso mansioni a basso valore aggiunto ed incrementando ulteriormente la disparità di reddito che si era delineata con la nascita delle industrie.

Se da un lato riscuotiamo effetti positivi in termini economici che la tecnologia ha portato, dall’altro bisogna notare le dirompenti conseguenze avute sul mercato del lavoro.

Riprendendo quanto detto dal Commisario Agcom, è importante formare adeguatamente le future generazioni dando maggiore importanza alle soft-skill , quelle competenze trasversali che servono per restare flessibili e pronti ad affrontare il cambiamento.

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