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IN DIRETTA DALLA “SINOPOLI”: ESPERIENZE CHE CAMBIANO LA VITA Gela 1943, Roma 2017

Mercoledì 25 ottobre, noi della seconda A abbiamo invitato per un’intervista, nella nostra aula, il Signor Giuseppe Longo, nonno di un nostro compagno di classe.

Giuseppe è nato nel 1930 a Gela, in Sicilia, e qui ha trascorso la sua infanzia durante il fascismo ed ha vissuto l’occupazione tedesca della Sicilia ma anche la sua liberazione. Suo padre era andato in   Africa per lavoro, a causa delle scarse possibilità in Italia;  poi fu richiamato per combattere, sempre in Africa, come soldato e fu fatto quasi subito prigioniero: erano tempi duri per Giuseppe, che viveva assieme al nonno materno, alla madre e ad altri tre fratelli. Era difficile vivere per tutti, in quegli anni di dittatura e di guerra: anche il mare non era un più un luogo da guardare con allegria e da vivere con la spensieratezza dei ragazzi.

La Sicilia però, il 10 luglio del 1943, intravide una speranza, una piccola luce di un faro, dopo una lunga notte di tempesta, che stava illuminando proprio loro, proprio quel piccolo paese: finalmente gli Americani! Portarono cibo e provviste per aiutare i Siciliani e la stessa notte del loro arrivo,  i soldati tolsero il filo spinato e le mine dalle spiagge, messe precedentemente dai Tedeschi, per evitare lo sbarco delle navi nemiche.  Grazie a loro, il mare tornò un luogo di amicizia e di amore e non più un posto oscuro e pericoloso. Gli Americani erano organizzatissimi: purificavano l’acqua del mare e la rendevano potabile e costruivano fili telefonici per comunicare.  Durante lo sbarco americano, arrivarono il generale Patton e il generale Montgomery, con cui Giuseppe, allora un ragazzino di tredici anni, creò un grande legame. Gli Americani gli insegnavano l’inglese e allo stesso modo, lui insegnava loro l’italiano: frequentava infatti la terza media ed era molto studioso e questo fu uno dei motivi per cui gli Americani si affidarono a lui come ad un vero amico.

Il racconto del signor Longo è stato davvero appassionato e pieno di particolari, ma l’aspetto che ci ha colpito più di tutti è stata la sua emozione: prova ancora gli stessi sentimenti di quel ragazzino di tredici anni che vide la speranza nell’arrivo delle truppe americane. Ci ha detto che, dopo la breve sosta nella cittadina di Gela, gli Americani decisero di inoltrarsi nella parte più interna della Sicilia perché, sapendo che le truppe tedesche erano occupate in Francia, pensavano sarebbe stato più facile mandare via i Tedeschi dalla Sicilia. E’ con orgoglio e commozione che ci ha detto che   Palermo fu liberata il 22 luglio 1943, mentre il giorno seguente fu la volta di Catania e via, via tutte le altre città. La storia del signor Longo finisce in modo diverso da come ci aspettavamo: il 25 luglio 1943, Mussolini si dimette dal governo della nostra nazione ed il 28 luglio i Tedeschi furono allontanati dalla Sicilia, mentre il 3 settembre, a Cassibile, si firmò una tregua. La vera guerra iniziò però nella nostra penisola proprio l’8 settembre del ‘43, con il cambio di fronte italiano, da tedesco ad americano. Per fortuna per il signor Longo, la Sicilia fu liberata il 3 settembre: in questo territorio, i combattimenti e le stragi terminarono in quel momento ma non purtroppo nel resto d’Italia.  Durante l’intervista, il signor Longo ci ha mostrato una pinza da lui trovata su una delle spiagge sulle quali gli Americani tolsero il filo spinato: a questo oggetto è particolarmente legato perché gli riporta alla mente i ricordi di quell’ importante momento, che non dimenticherà mai. Da quest’ esperienza, abbiamo tratto un importante insegnamento: dobbiamo ritenerci fortunati ad essere nati in un periodo in cui la guerra è solo un lontano ricordo e dobbiamo apprezzare di più le piccole cose che fanno parte delle nostre giornate e che le rendono uniche ed indimenticabili.

 CLASSE SECONDA A

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