ScuolArte: il Barocco in terza A

La classe terza A della scuola “Sinopoli Ferrini” ha svolto varie uscite, durante il triennio,  collegate al programma di studio dei vari anni. La più recente è stata una visita nel centro di Roma, nel mese di novembre, dedicata all’approfondimento del periodo barocco.

Il Barocco è un stile artistico che si sviluppa nel diciassettesimo secolo, il secolo delle scoperte astronomiche, dell’assolutismo e della Controriforma. Quest’ultima è la trasformazione che la Chiesa cattolica visse, lungo l’arco dei secoli sedicesimo e diciassettesimo: è sorta in risposta alla Riforma protestante, che produsse una grave frattura nella cristianità, infatti nel 1517 Lutero scrisse e pubblicò le novantacinque tesi contro lo scandalo delle indulgenze. La maggior parte della Chiesa si schierò contro Martin Lutero e, tramite la Controriforma, cercò di rendere più rigorosa e sistematica la definizione della sua dottrina e dei dogmi: per questi motivi, fu indetto il Concilio di Trento. Si affermò quindi una Chiesa con un potere fortemente accentrato: il Pontefice creò un apparato burocratico per governare l’intero mondo cattolico ed inoltre vi fu la nascita di nuovi ordini religiosi, come i  Gesuiti,  fedeli al Papa e preziosi sia come missionari che come educatori.

La prima chiesa che abbiamo visitato è stata la Chiesa del Gesù: questa ha un’ importante e maestosa facciata perché a quei tempi i cristiani cercavano di avvicinare i fedeli e quello che si vede al di fuori della chiesa, preannuncia e raffigura cosa c’è al suo interno.                                                                                                                                           La facciata ha come caratteristica il movimento: infatti ha numerose colonne e figure simboliche, come ad esempio frutta scolpita, simbolo pagano ma che, allo stesso tempo, ricorda il paradiso terrestre, Adamo ed Eva. La chiesa è veramente molto bella, ha una pianta  a croce latina e su un lato,  c’ è un altare dedicato Sant’ Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti, su cui è posta  una tela che ogni pomeriggio, durante il periodo dell’Avvento,  alle cinque e mezzo,  scende e scopre una statua del santo, tempestata d’oro, il tutto accompagnato da musica barocca. Di fronte al precedente altare,  se ne trova uno dedicato a san Francesco Saverio, decisamente meno scenografico dell’altro ma anch’esso molto bello, con le reliquie del santo.

La nostra guida, molto preparata, ci ha condotto poi alla chiesa di S. Ignazio di Loyola: si affaccia su una piazza in stile “concavo e convesso”, ideata dall’architetto Filippo Raguzzini. La chiesa fu fatta costruire dal cardinale Ludovico Ludovisi ed è famosa per le fantastiche quadrature di Andrea Pozzo. In alto,  si possono ammirare gli affreschi dipinti dall’artista: la gloria di Sant’Ignazio e la finta cupola. Quest’ultima non fu mai realizzata, forse per mancanza di denaro, e perciò Andrea Pozzo decise di riprodurre una “falsa cupola”, grazie al magnifico uso della prospettiva.

Successivamente, ci siamo recati a  San Luigi dei Francesi: la chiesa ha molta importanza soprattutto per i tre dipinti del Caravaggio, situati nella famosissima cappella Contarelli. I tre quadri raffigurano San Matteo, dal momento che il francese che ordinò di dipingerli si chiamava Mathieu. “La vocazione di San Matteo”, “Il martirio di San Matteo” e “San Matteo e l’angelo” costituiscono forse il complesso artistico più importante di Caravaggio e rappresentano i tre momenti fondamentali della vita del santo, ovvero la conversione, la scrittura del Vangelo e la sua morte. All’interno di tutte e tre le opere, possiamo riconoscere le tecniche di Caravaggio, come l’uso del fascio di luce per illuminare i personaggi più importanti ed il fatto che, siccome era un naturalista, dipinge i quadri con molta espressione, mantenendosi però sempre fedele alla realtà: solo un pittore grande come lui avrebbe potuto farlo!

Conclusa la visita delle chiese, abbiamo proseguito il nostro giro a piedi per le vie del centro, soffermandoci ad osservare  monumenti e  sculture dell’epoca barocca:  abbiamo avuto la possibilità di vedere anche due fontane molto importanti, realizzate da Gian Lorenzo Bernini, la fontana dei Quattro Fiumi e quella del  Tritone. La prima, situata in piazza Navona, fu realizzata su commissione di Papa Innocenzo X ed  è composta da quattro statue, rappresentanti i continenti allora conosciuti:  il Nilo in Africa, il Gange in  Asia, il Danubio in Europa ed il Rio della Plata in America. La fontana costituisce uno dei capolavori di Bernini e testimonia il nuovo linguaggio della scultura barocca, fondato sulla vitalità e sul continuo movimento delle forme immerse nello spazio. La leggenda narra che il Bernini, acerrimo rivale del Borromini, abbia creato la statua rappresentante il Rio della Plata con un braccio davanti al volto in segno di difesa, per l’eventuale caduta della chiesa antistante la fontana, la chiesa di S. Agnese in Agone, ideata appunto dal Borromini: in realtà la chiesa fu costruita in epoca successiva alla fontana. L’arte del Bernini trovò espressione anche nella fontana del Tritone, in Piazza Barberini: commissionata da Papa Urbano VIII della famiglia Barberini, rappresenta dei delfini che sorreggono un catino a forma di grossa conchiglia, sul quale è poggiato un tritone, figura mitologica avente metà corpo di uomo e metà di pesce. Abbiamo potuto ammirare poi uno dei luoghi più belli di Roma, Piazza di Spagna: qui si trova  “La Barcaccia” , opera di Pietro Bernini, padre di Gian Lorenzo, e quindi la scalinata composta da 135 gradini, con  in cima Trinità dei Monti.

Anche se abbiamo studiato il Barocco durante il secondo anno delle medie, sia in storia che in arte, siamo stati felici, ora che frequentiamo la terza,  di visitare i monumenti più rappresentativi di questo periodo poiché la storia dell’arte ci ha sempre interessato molto: consigliamo a tutti di girare per la Roma barocca!

  CLASSE TERZA A

 

 

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