NOI ABBIAMO DETTO “NO” ALLA VIOLENZA SULLE DONNE

Il 25 novembre si è celebrata la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Noi bambini non sapevamo nulla di questa ricorrenza. A scuola abbiamo studiato il problema e abbiamo scoperto che nel corso della storia la condizione femminile ha subìto tantissime violenze! In tanti Paesi, tra cui l’Italia, ci sono state manifestazioni, mostre, cortei,  convegni e installazioni artistiche per ricordare le vittime e per affrontare il tema della violenza di genere. Ma da dove ha origine questa ricorrenza? Quali sono i suoi simboli? Attraverso letture, ricerche e visione di video abbiamo appreso che  a volere la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne è stata l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite,  nel 1999. È stata scelta la data del 25 Novembre in ricordo dell’uccisione delle sorelle Mirabal, avvenuta nel 1960 a Santo Domingo perché si opponevano alla dittatura del regime di Rafael Leónidas Trujillo. In loro memoria, il 25 novembre del 1981 ci fu il primo incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche. Da quel momento in poi, questo giorno è stato scelto in gran parte del mondo come data per ricordare e per denunciare il maltrattamento fisico e psicologico su donne e bambine. Patria, Minerva e María Teresa Mirabal, assieme ai loro mariti, erano delle attiviste del “Movimento 14 giugno”, un gruppo politico clandestino che si opponeva al regime dittatoriale. Nate tra il 1924 e il 1935, queste eroine hanno trovato la morte nello stesso giorno: il 25 novembre!

Le tre sorelle, a causa della loro militanza, nel gennaio del 1960 furono arrestate e incarcerate. La loro detenzione, però, durò pochi mesi. Cosa diversa per i loro mariti, che continuarono a rimanere in prigione. Il 25 novembre del ’60, Patria, Minerva e María Teresa, mentre stavano andando in auto a far visita ai loro compagni in carcere, in compagnia di un autista, furono fermate dalla polizia, condotte in una piantagione di canna da zucchero e uccise a bastonate. Poi i militari di Trujillo rimisero i loro corpi in macchina e tentarono di simulare un incidente. All’opinione pubblica, però, fu subito chiaro che le sorelle Mirabal erano state assassinate e in molti cominciarono a ribellarsi e in breve tempo il regime finì con la morte del dittatore Trujillo. In tutto il mondo, il 25 novembre è associato al colore arancione, tanto che si parla di Orange day; l’Ente delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere, lo ha scelto come simbolo di un futuro in cui le donne si saranno liberate della violenza subita dagli uomini. In Italia, però, dove la Giornata si celebra solo dal 2005, spesso all’arancione è preferito il colore rosso e le scarpe rosse, lasciate abbandonate su tante piazze del nostro Paese per sensibilizzare l’opinione pubblica.

Lanciato dall’artista messicana Elina Chauvet attraverso una sua installazione, nominata appunto ZapatosRojas, è diventato presto uno dei simboli più popolari per denunciare i femminicidi. Un’installazione che ha fatto il giro del mondo, toccando le principali città europee e italiane ed è arrivata fino da noi trovandoci pronti a dare il nostro piccolo, ma significativo contributo perché crediamo nella legalità,  nel valore unico della vita, nel rispetto e nella tutela della dignità di ogni persona senza distinzione di sesso, razza, credo religioso.

Classe V A  Scuola Primaria Piano Fileccia Salemi TP

 

 

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