Un’estate infernale

 

Giorgia Licitra  Liceo Scientifico e delle Scienze Umane O.M. Corbino Siracusa

Disastri ambientali, attacchi terroristici vari fenomeni di violenza. Ogni giorno i tg sono stati degli autentici bollettini di guerra: notizie a catena cosicché alcune rischiano di cadere nell’indifferenza generale. Tra gli argomenti “ricorrenti”, quello del fenomeno delle migrazioni in cui l’Italia riveste un ruolo di primo piano, lodata per i suoi interventi da personalità dell’ONU e dallo stesso papa. Ma è anche vero che il nostro governo ha preso dei provvedimenti nei confronti delle ONG, accusandole di avere interessi comuni con gli scafisti libici, veri e propri trafficanti di esseri umani. La soluzione a questo problema, si continua a ribadire che sia “aiutarli a casa loro”. Ma ciò sarà mai possibile?! Fin quando il nostro governo continuerà a fornire armi (dal 2014 se ne è registrato un aumento) per “aiutare” questi paesi in guerra, la situazione sicuramente non migliorerà: una dimostrazione del fatto che ci si focalizza su certi argomenti per ometterne altri. Sempre legate al tema “migrazioni” si aprono altrettante problematiche: dalla paura del diverso alle violenze (negli ultimi dieci anni in aumento), e in particolare a quest’estate risalgono i cosiddetti “stupri di Rimini”. Tre dei quattro stupratori sono minorenni di nazionalità non italiana (poco importa) che sconteranno la loro pena e, dice il loro padre: “Fra due anni potranno farsi una nuova vita e avere una loro famiglia”. Fra due anni. La loro pena. E la ragazza?! Lei avrà mai una nuova vita o non cancellerà mai quei ricordi? È lei, trattata peggio delle bestie, a doversi sentire “sporca” o chi ha abusato di lei? Sempre più violenze, sempre più femminicidi. Come ho già detto, non importa la nazionalità.
Fra i tanti episodi di cronaca estivi, al centro dell’attenzione dei media e dei social network, è stato l’omicidio di Noemi, uccisa dal “fidanzatino”. Noemi aveva più o meno la mia età. E’ assurdo. Tutto ciò fa rabbrividire. Mia coetanea è anche un’altra donna della Serbia che, miracolosamente, è riuscita a fuggire al destino scelto per lei dal padre che l’aveva segregata in casa per ben tre anni avendo cura che non ingrassasse perchè così “perfetta”, come era stato pattuito, doveva essere venduta al suo promesso sposo. A noi “occidentali” la realtà delle spose bambine sembra non riguardare da vicino, ma non è così: quest’episodio è avvenuto a Firenze, mondi chiusi in cui questa giovane donna era quasi un “fantasma”. La salvezza, in questa deplorevole vicenda, è stata in una chat per videogame, grazie alla quale la ragazzina è riuscita a chiedere aiuto a un coetaneo che ha avvisato i servizi sociali e la polizia. Ma, ecco un altro controsenso: protagonisti due carabinieri, il cui compito è garantire la sicurezza, accusati dello stupro di due giovani studentesse americane. Violenza. Ci si deve ribellare. Sembra l’inferno, ma non lo è. Ognuno di noi, nel suo piccolo, non deve restare indifferente e passivo di fronte alle aggressioni che ormai caratterizzano la nostra quotidianità. Infatti, il genere umano, a partire da noi giovani, deve essere capace di ritornare sui propri passi che finora hanno condotto troppo spesso al male, alla brutalità e all’odio.

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