Il teatro salva la vita

Di Achille Rosarno e Gregorio Collia

Oggi vi raccontiamo una storia che sembra una favola ma è una storia vera, vera come il dolore da cui è nata. Quel dolore che pochi capiscono, pochi comprendono, ma molti patiscono.

Riccardo (nome d’invenzione) questo dolore lo ha conosciuto, affrontato, combattuto e infine sconfitto perché Riccardo non è rimasto solo, qualcuno e soprattutto qualcosa lo ha aiutato…

In una cittadina in provincia di Reggio Calabria, a Rosarno nel lontano 1976 nacque il Laboratorio Teatrale Rosarno 76’che affonda le proprie radici nel Centro per la Promozione Culturale e Sociale del paese.

In oltre 40 anni di attività ha portato in scena le opere dei più importanti autori italiani come Pirandello, De Filippo, ma anche testi di autori minori che sono stati riadattati ad arte e rappresentati nei teatri e nelle piazze calabresi, ma anche in tante altre regioni d’Italia. La compagnia infatti sin da sempre si è impegnata nel promuovere i propri lavori, creando sinergie con altre associazioni teatrali e culturali. Oggi l’organico della compagnia teatrale è composto da attori e soci che hanno fatto la storia dell’associazione e che negli anni hanno dimostrato una passione forte e disinteressata per il teatro, ma anche da giovani attori che seguendo le orme di chi li ha preceduti, fanno di tutto per mantenere alta la qualità dei testi rappresentati e degli eventi organizzati.

Ma adesso arriviamo al dunque…

Un particolare ruolo ha avuto questo laboratorio nella nostra vita, ma soprattutto in quella di Riccardo, la quale è scossa da problemi legati all’assenza della figura materna e dalla scuola, dove purtroppo diviene vittima di bullismo. E’ a questo punto che per lui il teatro rappresenta una via di fuga, in quanto è caratterizzato dalla libertà di esprimersi e di essere se stessi, e questo porta Riccardo ad abbattere quel muro che la sua mente aveva creato per opporsi alle continue difficoltà che la vita gli ha messo davanti.

Riccardo è un ragazzo di 16 anni, è contraddistinto da un carattere allegro, calmo e spensierato, come d’altronde sono tutti i ragazzi della sua età; c’è però un momento della sua vita in cui tutte queste caratteristiche divengono solo una maschera, per oscurare i problemi famigliari. Egli tende dunque a essere più chiuso, a isolarsi; questi fattori innescano purtroppo un cambiamento dell’atteggiamento di chi gli sta intorno, e cioè dei suoi compagni ma anche dei suoi amici più fidati. Riccardo con il suo carattere passivo diviene quindi un capro espiatorio, una preda perfetta a livello emotivo da parte degli altri ragazzi che approfittano della sua fragilità mentale per sfogare su di lui tutte le loro perplessità, legate soprattutto alla realtà in cui vivono, una realtà difficile come quella di Rosarno. Rosarno è infatti una cittadina della piana di Gioia Tauro che nella sua lunga storia è stata martoriata dalla presenza della ‘nrangheta, nonostante la gran parte della sua gente abbia fatto emergere importanti talenti e laboriose attività sia sul piano economico che culturale.

Nel settembre del 2016 il laboratorio riapre i battenti dopo ben 3 anni di inattività, a causa di problemi interni. Qui entriamo a farne parte anche noi, e successivamente anche Riccardo. Dapprima egli fa trasparire uno stato d’animo turbato, ma comunque mette subito in mostra le sue qualità. Grazie al suo amore disinteressato per il teatro riesce ad ambientarsi abbastanza velocemente e quindi a scrollarsi di dosso i suoi problemi.

Non conoscendo la sua storia, c’era da parte nostra un comportamento normale e cordiale, che, col passare del tempo lo portò a confidarsi con noi, ad estraniare le sue perplessità; questo anche grazie e soprattutto alla recitazione che lo porta a sfogarsi e a prendere con più ironia i problemi che si presentano nel suo cammino. Riccardo passa quindi dall’essere una vittima di bullismo e una vittima anche della vita, all’essere un ragazzo spensierato e pimpante, amante del teatro e consapevole che ciò che la vita gli ha tolto gliel’ha ridato tramite il teatro.

La storia di Riccardo è solo una delle tantissime storie di ragazzi che diventano vittime di bullismo a causa di problemi familiari che li turbano profondamente. Raccontando questa sua storia che si conclude comunque a lieto fine, noi vogliamo dare una speranza in questo mondo troppo concentrato sui problemi che lo affliggono, vogliamo mandare quindi un messaggio di speranza, per invogliare i ragazzi della nostra età a sconfiggere le difficoltà, usando magari il teatro come mezzo per sbloccarsi e lasciarsi trasportare dalle emozioni.

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