La pensione in Italia

La pensione in Italia è la terza al mondo per la prevenzione di vecchiaia, dalla riforma di Berlusconi rivisitata poi da Monti nel 2013 dove l’età pensionabile è stata stabilita intorno ai 66 anni.
Il sistema pensionistico è finanziato con l’imposizione fiscale la quale consiste nel pagare gli enti previdenziali i contributi obbligatori per le assicurazioni obbligatorie, in Italia ad occuparsene è l’IMPS, ovvero l’istituto nazionale della previdenza sociale.
A preoccupare gli italiani è la costante crescita dell’età pensionabile, che non si fermerà, almeno per il momento, ai 66 anni.
Gli italiani trovano però sostengo nel PD, e da questo partito il primo ad accusare le difficoltà dell’aumento delle pensioni è Maurizio Martina il quale si trova in accordo con Matteo Renzi e Giuliano Poletti, tutti componenti dello stesso partito.
Loro si uniscono nell’affermare che non tutti i lavoratori hanno la stessa aspettativa di vita a causa delle mansioni che svolgono.
Quello che sono riusciti ad ottenere per ora è un decreto sulle pensioni in casi eccezionali e solo a causa di motivazioni specifiche da parte della corte costituzionale.
Ma quel che veramente preoccupa è il futuro per i giovani d’oggi, loro la vedranno mai la pensione o l’età si allungherà così tanto che sarà solo un vago ricordo?

Arianna Testa

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