L’HORROR è MORTO

IL GENERE CHE NON FA PIU’ PAURA

Da quando la paura era impersonata da personaggi fittizi della settima arte come Freddie krueger, (Nightmare- dal profondo della notte, 1984), Michal Meyers ( Halloween, 1978) oppure lo Xenomorfo della serie di successo Alien (1979); sono passati ben più di 3 decenni da quando queste figure cult del cinema horror spaventavano grandi e piccini all’interno e al di fuori dello schermo. Con la tecnologia odierna si dovrebbe avere la possibilità di realizzare, grazie ad effetti speciali e visivi, personaggi e pellicole in grado di avvicinarsi in modo quasi impercettibile alla realtà, creando quindi di conseguenza un’esperienza horror di maggior impatto, ma purtroppo non è tutto oro quel che luccica. Prima di tutto cos’è che crea l’emozione definibile come horror? L’horror nasce dall’emozione umana definibile come paura e non solo, di fatti anche il disgusto aiuta notevolmente i film di questo genere a prender vita. In passato era semplice spaventare, le idee erano numerose e variegate, i registi geniali e pieni di inventiva. Nell’ultimo decennio però qualcosa è cambiato, difatti la creatività è venuta a mancare e di conseguenza i prodotti proiettati nelle sale sono diventati di manifattura scadente per non dire deprimente. L’unica cosa che ormai sembri servire per confezionare un film horror di successo è il fenomeno del jumpscare (parola inglese che vuol significare “salto dalla paura”) o del gore (violenza e fiumi di sangue senza motivo), chiaramente elementi tipici del cinema horror che però in sostanza, non bastano più in quanto i personaggi “malvagi” non posseggono più quel carisma di una volta, che permetteva loro di essere etichettati come personaggi spaventosi e pericolosi. Oltre al carisma chiaramente manca la cosa principale: una trama interessante e priva di banalità e di cliché. Siamo alla fine del genere horror? Finché ci saranno ragazzi e adulti che continueranno ad essere soddisfatti da titoli scadenti e registi che si appoggiano sulla capacità di “scopiazzare” idee altrui, l’horror è destinato a cadere in un oblio senza fine, che lo porterà ad essere, prima o poi, declassato a genere di serie B.

Beatrice Natalini, Liceo Plauto

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