Nassiriya, 14 anni dopo…

Il 12 novembre scorso si è ricordato il quattordicesimo anniversario della strage di Nassiriya.
La mattina del 12 novembre 2003 un’autocisterna entrò nella Base Maestrale di Nassiriya, una delle sedi dell’Operazione Antica Babilonia (missione di pace Italiana in Iraq).
L’autocisterna esplose all’interno della base; crollò gran parte dell’edificio, i vetri delle finestre andarono in frantumi, nel cortile davanti la palazzina molti mezzi militari presero fuoco e prese fuoco anche il deposito delle munizioni. In questo attentato furono coinvolti 19 uomini dell’esercito Italiano, tra cui 12 dei Carabinieri, e 9 cittadini Iracheni.
Nonostante l’importanza dell’avvenimento, quest’anno non se ne è parlato a dovere come si parla dell’attentato alle Torri Gemelle o il ricordo per le vittime della Shoa. Tutto ciò è molto sconcertante: ricordare quelle persone è un nostro dovere perché hanno sacrificato la loro vita per una missione di pace, sperando anche di poter dare un mondo migliore ai ragazzi delle successive generazioni. Ma nonostante il sacrificio di queste persone, dopo quattordici anni assistiamo ancora agli attacchi da parte dei terroristi e ogni volta vengono coinvolte molte persone, la maggior parte civili, come per esempio l’attentato al Bataclan di Parigi nel novembre 2015 o la strage alla Rambla di Barcellona dell’estate scorsa.
I ragazzi della nostra generazione non riescono ad immaginare un mondo senza attentati e senza guerre perché siamo nati in un’epoca in cui il terrorismo è all’ordine del giorno. Si spera solo che i governanti di tutto il Mondo riescano a trovare delle soluzioni valide e durature affinché si possa convivere pacificamente con le popolazioni dell’Estremo Oriente e che riescano a sedare gli attacchi da parte dei terroristi per regalare alle generazioni future il Mondo che avevano in mente i caduti in guerra.

Martina Frazzetto

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