Femminicidio a Roma

È stata spezzata la vita di una giovane ragazza ventitreenne dal fidanzato cubano di 24 anni, il 16 novembre 2015 a Roma, zona ponte Marconi.

È stato proprio il fidanzato a confessare tutto chiamando la polizia e affermando: “ho sparato alla mia donna”.

L’accaduto è avvenuto intorno alle tre di notte e si conferma che l’arma utilizzata dall’omicida sia stata una pistola. Le parole agghiaccianti ricevute tramite il telefono della polizia hanno smosso subito quest’ultima che ha trovato il ragazzo in auto, in un’area di servizio accanto al corpo della ragazza. Nella Polo è stata ritrovata anche la pistola usata per il delitto, una Beretta 7,65.

La causa dell’omicidio sembra che sia stata la scoperta del tradimento da parte della ragazza. La giovane si trovava in un locale di via Galvani insieme ad altri suoi amici, quando poi è stata raggiunta dal fidanzato che le ha chiesto di uscire per parlare. I testimoni oculari affermano che la litigata si era fatta molto accesa, e che la ragazza aveva ripetutamente, e in modo insistente, provato ad uscire dall’auto però senza successo. Dopo il litigio, il fidanzato ha preso in mano la pistola e ha sparato contro la giovane, ha messo in moto la macchina e si è allontanato con ancora il corpo presente. All’altezza di ponte Marconi si è fermato confessando tutto all’agente della Questura.

Cosi, Yoandris Medina Nunez è stato arrestato per omicidio e portato in carcere.

Il femminicidio è un fenomeno che esiste da moltissimo tempo, purtroppo, e che probabilmente non finirà mai. Per questo non bisogna sottovalutare i primi segnali che prendono vita; una volta una spinta, poi uno schiaffo, poi un pugno e il quarto tentativo potrebbe essere l’ultimo. Non dobbiamo aver paura di confessare tutto, perché la vita non può essere buttata in mano a degli assassini.

 

Sara Alessi, ITA Sereni Succursale

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