LETTERA AL MIO IDOLO

Caro Kledi,

ti voglio raccontare un po’ della mia passione, che corrisponde anche alla tua: la danza. Da piccola facevo nuoto e io ho sempre odiato il nuoto, così ho convinto mia madre a farmi provare qualcosa di diverso, come la danza. Il primo giorno guardavo le ragazze più grandi sulle punte, che giravano per tutta la sala e mi chiedevo se un giorno anche io ne fossi stata capace. Poi feci una lezione di prova e mi piacque molto. Io non avevo mai dato importanza alla danza classica, ma la mia insegnante mi ha sempre ripetuto che il classico è la base di tutto e così anche io sono riuscita ad apprezzarla. Oltre al classico aggiunsi il moderno e dopo il contemporaneo. Un giorno la mia insegnante mi disse che ci sarebbe stata la possibilità di fare uno stage di danza moderna con te. Io pregai in ginocchio mia madre di farmi partecipare e alla fine la convinsi. Quel giorno ero emozionatissima e mi vergognavo tanto, dato che non conoscevo nessuno. Lo stage fu bellissimo, ma mai quanto bello vedere te ballare.

Sarei stata ore lì a guardarti, mi spingevi a fare ciò che facevi tu. Ho sempre pensato alla danza come alla libertà e danzare per me è essere liberi. Quando danzo provo tante bellissime sensazioni che non avrei mai pensato di provare. La danza per me è tutto: impegno, sudore, coraggio, bellezza, dolore, saper fare ricerca dentro se stessi… ma soprattutto sapersi lasciare andare.

Io sinceramente non so se sono nata per ballare, neanche se sono destinata a farlo, né se mai diventerò una grande ballerina. Ma quando ballo, improvvisamente sento di fare la cosa giusta.

Carola Perna 2aL

Scuola Secondaria Statale di primo grado “Dante AlIghieri”

Casamassima Bari

 

 

 

 

 

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