La forza di Arturo ci aiuta ad andare avanti

Arturo, un ragazzo di diciassette anni viene accoltellato a Napoli in via Foria presso la Caserma Garibaldi verso le ore 17:30 circa, lunedì 18 Dicembre.

Il giovane Arturo, diciassettenne che frequenta il Liceo Scientifico “Cuoco Campanella” è stato accoltellato nel pieno pomeriggio del 18 Dicembre scorso nel centro di Napoli, in  via Foria, tra i passanti che acquistavano i regali di Natale.
La vittima, così come è stato riferito dai Carabinieri che si sono recati sul luogo, non ha subito alcuna rapina, infatti dopo l’accaduto aveva con sé ancora soldi e telefono.
Dalle prime indagini investigative sembrerebbe che sia stato un atto “di coraggio” da parte di una baby gang per dimostrare al boss del quartiere che erano pronti per fare un salto di qualità e quindi entrare nel branco dei camorristi così detti “cannibali”.

Arturo è stato ferito quasi in modo quasi mortale con circa venti coltellate tra cui le più gravi sono state inferte al fianco, al polmone e la più pericolosa vicino alla gola.
Il giovane ha sfiorato la morte. Fortunatamente è salvo, ma avrà alcune lesioni per tutta la vita.
A Napoli ci sono ancora le manifestazioni per il giovane Arturo che era ed è ancora il primo della classe, soprattutto nel cuore dei compagni che hanno lanciato il loro grido di rabbia affinché queste violenze non si ripetano più in quanto non si può morire per tali futili motivi.
C’è tanta paura tra i ragazzi, ma soprattutto tra i genitori  a mandare i propri figli a scuola, in palestra o di farli scendere per qualsiasi altro motivo.
“Sarebbe bello andare dal barbiere in modo sereno e non con la paura”, queste le parole riportate da Arturo in un’intervista.

Tra le sue parole si avverte la speranza di poter ritrovare la serenità per passeggiare tra le vie della nostra città.  Siamo con te, Arturo.

Antonio Fedele

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