Giochi dall’oltretomba videoludica

Nel mio precedente articolo è stato descritto il Deep Web, la parte oscura di internet. All’interno di esso possiamo trovare di tutto, tra cui videogiochi particolari con segreti veramente tanto inquietanti, tra cui SAD SATAN e POLYBIUS.

SAD SATAN
Di Sad Satan non se ne conosce il creatore, ma un qualsiasi utente, fino a non molto tempo fa, poteva tranquillamente scaricarlo, imbattendosi in immagini e video non poco raccapriccianti. Il gioco era in bianco e nero e con una grafica molto strana, che riusciva a mettere un’ansia insostenibile al giocatore. Questa grafica veniva accompagnata da urla e lamenti di persone, forse torturate realmente per ricreare quei suoni raccapriccianti. In molti audio si trovavano messaggi pronunciati al contrario con una voce distorta, come se fosse quella di “Sad Satan” ovvero “Il Diavolo Triste”.
Per chiunque voglia vedere un gameplay del gioco, ecco a voi il link. Ma attenti, vi potrebbero capitare cose tremende: a voi la scelta!

POLYBIUS
Polybius era un gioco arcade nato negli anni ottanta. Prodotto dalla casa videoludica svizzera Sinnesloschen, questo gioco nasconde una leggenda molto nota tra i giocatori. La leggenda narra che qualunque giocatore abbia giocato a Polybius sia stato colto da nausea continua, crisi epilettiche, convulsioni o addirittura attacchi cardiaci.
Dopo due mesi dall’uscita, Polybius venne ritirato dal mercato. Probabilmente soprattutto perché delle telecamere in molte sale giochi hanno registrato uomini in completo nero con un cappello che entravano nelle sale solo per controllare il punteggio della cabina di Polybius, per poi andarsene senza lasciare alcuna traccia.
Dopo la rimozione dei cabinati, si dice tutt’ora che il gioco venne trovato e scaricato su una pennetta usb, e tutt’ora è molto probabile, che si trovi in Free Download nel Deep Web. Molte teorie aggiungono l’ipotesi molto gettonata per cui polibius non sia mai esistito, e che sia una leggenda metropolitana ormai troppo diffusa ed impossibile da cancellare.

Andrea Ingardo

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