I rischi dell’ ”iperconnettività” sui social

Quali rischi potrebbero nascondere i social, strumenti di comunicazione che usiamo ogni giorno? Esistono anche dei benefici legati ad essi? Scopriamolo…

Negli ultimi anni stiamo vivendo una vera e propria rivoluzione digitale, che coinvolge le generazioni cresciute negli ultimi 20 anni, i cosiddetti “Nativi digitali”.
Quello che è successo è che, tra il 1985, anno della diffusione di massa dei computer, e il 1996, quando comincia la rivoluzione di internet, sono nati bambini “2.0” in una società multischermo, che interagiscono con i suddetti schermi fin dalla più tenera età, circondati da computer, videogiochi elettronici, smartphone e molto altro. Per i nativi digitali questi schermi costituiscono soprattutto strumenti di comunicazione e di interazione sociale tra pari. Cio’ che ne consegue è un nuovo stile di comunicazione, abilitato proprio dalle tecnologie digitali, che hanno avviato un processo di trasformazione della tradizionale comunicazione faccia a faccia.

La causa di questa evoluzione comunicativa sono proprio i social network, piattaforme web che permettono una forte interazione fra gli utenti della rete di internet, la socializzazione e lo scambio di risorse come foto, video link e quant’altro. Così semplici e facili da usare, i social network occupano ormai uno spazio e un tempo notevole nella vita di molti ragazzi. E’ raro infatti trovare un adolescente che non abbia un profilo Facebook, uno dei social più “famosi”. Ormai questi siti raccolgono moltissima utenza e hanno un impatto sociale su persone di tutte le età, ma soprattutto sui giovani.
Solo Facebook ha più di 24 milioni di utenti attivi al giorno in Italia; oltre l’64% degli adolescenti, possiede un profilo, o meglio una propria identità online. (fonti: Osservatorio social media – ricerca Mobile internet access and use among European children). Cio’ conferma che questo fenomeno è in grande evoluzione e difficilmente si arresterà in futuro, smentendo l’ipotesi di chi vorrebbe archiviarlo come una semplice moda passeggera.

Il primo grande merito dei social network è quello di aver facilitato appunto la comunicazione; infatti, basta avere la connessione a internet per parlare in tempo reale con persone di ogni parte del mondo e, a volte, riuscire a vederne anche il volto. Quasi più nessuno può farne a meno perché i social sono accattivanti, offrono molte possibilità virtuali, sono un ottimo mezzo per parlare con amici, mettersi d’accordo per uscire senza sprecare telefonate, per scambiarsi informazioni, mantenersi in contatto con vecchi amici e compagni.
Ma c’è, come in tutte le cose, anche il rovescio della medaglia e un lato oscuro legato a questi nuovi mezzi di comunicazione, con relative problematiche associate. Infatti, i social possono diventare una vera e propria dipendenza e possono distaccare i giovani dalla vita reale, facendo perdere loro gli ideali della vera comunicazione e la percezione della realtà. Molti adolescenti sono sempre connessi e passano diverse ore al giorno su queste piattaforme, dove trascorrono il tempo senza accorgersene e compromettendo così la loro salute, tanto che ultimamente si parla di “psicopatologie da web”.
Spesso, si arriva a tanto perché alcuni ragazzi si sentono esclusi dal proprio gruppo di amici e non “popolari”, quindi tendono a rifugiarsi nel web cercando anche di far emergere qualcosa di diverso, creando una propria identità completamente diversa online. Essi cercano di apparire come vorrebbero, di ottenere popolarità e riconoscimento da parte degli altri attraverso i “like” e i commenti ai loro post.
Di conseguenza il mondo dei social diventa un mondo astratto, fatto di pensieri, frasi, immagini lontani dalla realtà e dal proprio modo di essere.
Il profilo social, il cui scopo sarebbe quello di avvicinare sempre di più attraverso la comunicazione, può a volte anche dividere, quando ad esempio si parla a sproposito offendendo la dignità altrui; dietro ad uno schermo sembra tutto più facile e, di conseguenza, tutto ciò sembra meno grave ma in questi casi si va incontro ad altre problematiche serie, come quella del cyberbullismo che potrebbe rovinare la vita altrui.
Inoltre, i dipendenti dai social e fenomeni associati a volte si isolano così tanto per diverso tempo nella propria stanza fino a diventare dei veri e propri “ritirati sociali”, ragazzi che si sentono al sicuro rifugiandosi nel web illudendosi dei loro problemi, ma evadendo nella realtà che li circonda vivono una vita assolutamente fittizia.

Tutte le problematiche relative ai social, però, possono essere evitate con un uso consapevole degli stessi e, in generale, di Internet; bisogna diventare protagonisti del web, usandolo come arma a proprio favore e in modo contenuto.

In conclusione, gli aspetti positivi e negativi quasi si eguagliano, ma tutto dipende dall’uso di questi mezzi.
Ma come dice lo scrittore e poeta Paulo Coelho:

«Possiamo avere tutti i mezzi di comunicazione del mondo, ma niente, assolutamente niente, sostituisce lo sguardo dell’essere umano».

Santolo Barretta