ELEZIONI DI OSTIA 2017

Domenica 5 novembre i cittadini di Ostia hanno votato il presidente del municipio.

Ad agosto del 2015 Ostia venne commissariata dal Consiglio dei Ministri per via dell’infiltrazione di alcune famiglie mafiose nella politica locale. Il Ministero degli Interni mandò un prefetto che si occupò della gestione straordinaria, provando a estirpare i clan malavitosi del quartiere che avevano stravolto le regole. Si impegnò nel fare ordine del rinnovo delle licenze dei lidi del lungo mare di Ostia, non vi fu però nessuna iniziativa di tipo politico. Nel 5 giugno 2016 si votò per l’elezione del sindaco di Roma, ogni municipio aveva due schedine, nella prima si è votato il sindaco e i suoi consiglieri, nella seconda il proprio presidente di municipio. Ostia fu l’unico municipio in cui si votò solo a livello comunale perché commissariato. Domenica 5 novembre 2017, dopo due anni, a seguito dello scioglimento per mafia, in cui non ci fu votazione, i cittadini della periferia di Ostia, decimo municipio di Roma, hanno votato il nuovo presidente di municipio e i suoi consiglieri che siederanno nel parlamentino. La scelta del voto del presidente è stata tra nove candidati, tra questi i partiti principali sono; Movimento 5 stelle, CasaPound, Forza Italia e Partito Democratico, partito che però sta pagando le conseguenze della vicenda riguardo Andrea Tassone, ex presidente del decimo municipio, coinvolto negli scandali di Mafia Capitale. L’elezione si è svolta in due turni; durante il primo turno i cittadini hanno scelto un candidato presidente e indicato due consiglieri, da questo passano i due candidati con maggior voti, in questo caso Movimento 5 Stelle e Forza Italia. Successivamente nel secondo turno, chiamato anche ballottaggio, i cittadini devono votare tra i due candidati finali. Ha vinto l’elezione Giuliana Di Pillo, rappresentante del Movimento 5 Stelle con il 60% dei voti. La caratteristica principale di questa votazione è stato il forte astensionismo da parte dei cittadini del municipio aventi il diritto di voto, solo il 33% ha votato; soltanto una persona su tre. Questa scarsa partecipazione è dovuta principalmente al fatto che le persone, dopo svariati anni, hanno perso il senso di fiducia verso le istituzioni, non votando manifestano il loro disinteresse, lasciando agli altri cittadini scegliere da chi farsi rappresentare. Il fattore positivo però è che la politica ha ripreso in mano le istituzioni e la popolazione si è riappropriata del territorio.

Sofia Fanni

 

 

 

 

 

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