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Il Convitto “G. Filangieri” ricorda il dramma della Shoah

 

Al Convitto G. Filangieri si è svolto un incontro di riflessione in ricordo delle vittime della Shoah, per non dimenticare una pagina drammatica della storia del mondo e, in particolare, del nostro continente.

«l’Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria» diceva Primo Levi, e noi lo ricordiamo e diciamo con forza di volerlo ricordare sempre questo giorno, il 27 gennaio 1945, il giorno in cui le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.  Certo, questa è soltanto la data simbolica di una tragedia che da quel momento sarebbe diventata memoria. Siamo caduti in un baratro, e ancora oggi vediamo troppe cicatrici, e quotidianamente in tante parti del mondo vediamo riaprirsi tante ferite. Abbiamo dunque il dovere di ricordare, perché  “Quelli che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo” (La frase si trova incisa in trenta lingue su un monumento nel campo di concentramento di Dachau). Il giorno della Memoria al Convitto ha avuto inizio con l’esecuzione della colonna sonora di Schindler’s List da parte di alcuni allievi delle classi di strumento. Le note sono risuonate nel silenzio della sala alla presenza del prefetto Guido Longo, del sindaco di Vibo Valentia Costa, del vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea Mons. Renzo, dei rappresentanti della comunità ebraica calabrese nella persona dell’avvocato Corrado Landolina, dei ragazzi e dei rappresentanti dei più alti gradi delle forze dell’ordine di Polizia e Guardia di Finanza.

«Educare le giovani coscienze è l’unico antidoto contro le nefandezze compiute nel Novecento» ha spiegato il Rettore del Convitto, Alberto Filippo Capria. In un secondo momento i ragazzi hanno partecipato con le loro riflessioni, hanno letto alcuni brani e sono intervenuti nel dibattito: perché bisogna parlarne, perché ricordare è un dovere morale. L’imperativo categorico è stato “Non dimenticare, mai”.

«Ricordare è un dovere morale verso l’umanità» ha spiegato nel suo intervento il prefetto Guido Longo. «Ricordare è l’unica via contro il negazionismo, la banalizzazione della memoria, l’antisemitismo di ritorno» gli ha fatto eco l’avvocato Corrado Landolina, rappresentante della comunità ebraica.

I ragazzi hanno realizzato una mostra con pannelli espositivi e cartelloni colorati in memoria del dramma della Shoah.

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