• Home
  • Blog
  • Articoli
  • META: IMAM INCONTRA I RAGAZZI DEL LICEO “Publio Virgilio Marone”

META: IMAM INCONTRA I RAGAZZI DEL LICEO “Publio Virgilio Marone”

Inatteso incontro degli alunni del Liceo Publio Virgilio Marone di Meta con l’ Imam Abdallah  Cozzolino proveniente dalla Regione Campania, convertitosi in giovane età al credo musulmano, e ora presidente della Confederazione Islamica Italiana.”

In occasione della mensile assemblea studentesca, svoltasi in data 29 gennaio 2018, presso la Struttura Sportiva in Sant’Agnello, gli alunni del Liceo Classico-Linguistico- delle Scienze Umane “Publio Virgilio Marone” di Meta hanno avuto l’occasione di presiedere ad una conferenza tenuta dall’ Imam Abdallah Massimo Cozzolino. Un incontro inatteso da parte dei ragazzi che hanno avuto, in tal modo, l’occasione di effettuare un incontro culturale che, adesso più che mai, risulta essere di grande auspicio per una società sempre più cosmopolita e volta al dialogo interreligioso, inteso come fondamento del vivere civile tra più comunità.

Nato da una famiglia cattolica, l’attuale presidente della Confederazione Islamica Italiana è cresciuto proprio a Napoli, quindi vicino ai problemi di ordine sociale del territorio della scolaresca in esame e ha spiegato ai ragazzi come il suo percorso di conversione sia stato alimentato da un forte amore di carità, povertà, ispirato dall’ esempio di San Francesco d’Assisi che, nonostante le sue scelte di vita, ha deciso di intraprendere come modello di vita.

Ed è proprio la fedeltà e l’amore alla base, come ha precisato più volte l’imam Cozzolino, della religione mussulmana, al punto che ogni sura del Corano si apre con un inno al loro Dio, definendolo sempre come “misericordioso”.

Non poteva di certo mancare un riferimento ai recenti episodi drammatici legati al terrorismo di matrice jihadista che hanno colpito le principali capitali europee. A tal proposito, è stato ribadito che gli atti di violenza estrema come esplosioni di bombe kamikaze che nel giro di pochi secondi distruggono la quiete e talvolta la vita di innocenti civili, non hanno nulla di religioso, o per meglio dire, nulla di fondato su quel patto di amore tra uomo e Dio che ogni fedele mussulmano stabilisce.

Per quanto concerne la situazione della donna in Paesi, i cui governi totalitari sono ispirati ad una legge islamica colta nell’aspetto più estremo, rude e drammatico, l’Imam Cozzolino ha specificato che la donna non viene mai vista nel Corano come un essere da sottomettere alla volontà esplicita dell’uomo. In quei Paesi la donna non è libera, non ha alcun diritto e non ci sono tutele che la riguardino. In quei Paesi, la donna non esiste.

Un pensiero, quest’ultimo, difficile da immaginare in una nazione come l’Italia dove, nonostante i malcontenti generali e l sue varie difficoltà, abbiamo una Costituzione solida e valida che garantisce fin dal primo articolo la parità di diritti civili e politici. Ed è stata proprio la nostra Costituzione, la quale quest’anno compie ben 70 anni, a far riflettere i ragazzi e le ragazze, sugli effetti in molti stati generati proprio dalla sua assenza.

“Il terrorismo non è Islam e Islam non significa arabo”, questa la citazione dell’Imam attraverso cui ha aperto una lunga digressione sull’inesattezza che la cultura occidentale compie nel definire questo credo che solo apparentemente è lontano culturalmente dalla nostra società. Non è da dimenticare, infatti, che Federico II, a suo tempo, avviò trattative diplomatiche con il popolo arabo ( a quell’epoca gli unici che professavano l’Islam), i quali erano portatori di sapere in vari ambiti.

Un incontro toccante e ad alto sfondo formativo, volto alla costruzione di una coscienza civile capace di superare quelle barriere culturali che, talvolta ci separano dalla conoscenza della realtà. Sono, infatti, proprio la conoscenza e il sapere, gli scopi principali di una scuola che si orienta sempre di più a formare cittadini del mondo, la cui base è proprio il sapersi integrare e relazionare con l’altro, il diverso, che non sempre risulta essere sbagliato.

 

Francesco Scarpati

 

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone