Intervista a Giuditta Di Cristinzi

Giuditta Di Cristinzi è nata del 1967 a Venafro, città dove vive e lavora. Sposata con tre figli, avvocato e Giudice Onorario di Tribunale a Cassino, scrive da sempre per hobby.

Ha pubblicato “Poesie” (2003) e “Fiori di Maggio” (2007) con la casa editrice Libroitaliano, “Gente del Sud” e “Filastrocche per un anno” (2012) con la casa editrice Edizioni Eva, “Solo una donna” (2015) con la casa editrice Aletti. 

Nel 2016 ha pubblicato con la casa editrice Robin Edizioni di Roma “Il caso di Roccaventosa” il suo primo giallo, frutto della sua fantasia ma ispirato anche ai suoi affetti e alla sua terra natia.

La sua ultima opera è intitolata “Strage d’anime” pubblicata con la casa editrice L’Erudita, raccoglie poesie ispirate all’attuale dramma dell’immigrazione ed è dedicato ai caduti del canale di Sicilia e a tutti i migranti del mondo.

Oggi conosceremo un po’ meglio Giuditta facendole qualche domanda sulla sua passione.

  1. Benvenuta Giuditta. Vuoi raccontarci come ti senti quando scrivi un libro?

Ciao Nunzia, è difficile dire in generale come mi sento quando scrivo un libro, perché, soprattutto un libro di narrativa, richiede molto tempo per la stesura, per cui non vi è un’unica sensazione. La stesura richiede una pianificazione, una scaletta, quindi un’ispirazione del momento va poi coltivata con l’applicazione anche di molta tecnica. Per quanto riguarda invece un libro di poesie è diverso, perché la poesia è un’ispirazione anche di breve momento, è il rapimento di un attimo, quindi lì la sensazione è quella di sentirsi rapiti, ispirati da un’immagine, da un sentimento.”

  1. Quando hai pubblicato il primo libro? E’ stato difficile? Come ti sei sentita?

Ho pubblicato il mio primo libro nel 2002/2003, si è trattato di una prima raccolta di poesie, rispondendo ad un’inserzione sul giornale quotidiano “La Repubblica”, ho poi superato una selezione e così ho inviato le mie prime trenta/quaranta poesie.

La sensazione provata è stata particolarissima, perché pubblicare significa, appunto, rendere pubblico, mettere a nudo i propri più intimi pensieri, le proprie emozioni e quindi c’è un senso del pudore, è quasi un parto.

E’ stato abbastanza difficile sì, anche se è pur vero che ognuno scrive per essere letto e quindi la pubblicazione prima o poi deve accadere, le mie poesie pubblicate nel 2003, infatti, erano state scritte dieci anni prima, quindi nel ’93.”

  1. Quali sono i tuoi libri ed autori preferiti?

Ho tantissimi libri ed autori preferiti, in primis “Delitto e castigo” di Dostoevskij, poi “Il cardellino” di Donna Tartt, poi mi piacciono molto i gialli, la scrittura di genere come il “Maigret” di Simenon e tutti i romanzi di Agatha Christie. Tra i poeti adoro Ungaretti e Emily Dickinson.“

  1. A cosa ti sei ispirata per descrivere i tuoi personaggi? C’è qualcuno di loro che ti rispecchia più degli altri o al quale sei legata? Perché?

Per descrivere e delineare i personaggi del mio romanzo giallo oppure dei racconti mi sono ispirata a delle figure reali rimaneggiate, ritrattate, ho fatto una sorta di pot-pourri tra varie persone che ho conosciuto realmente. Per costruire i personaggi faccio delle ricerche vere e proprie sui nomi diffusi in un certo territorio, magari mescolo un carattere psicologico con una caratteristica fisica. I personaggi anche se sono agganciati a questi spunti reali sono di fantasia e non mi sono rispecchiata particolarmente in uno di loro, almeno non per adesso. In seguito scriverò qualcosa che potrebbe rispecchiarmi molto di più, forse una protagonista donna di un romanzo in fieri. Sono molto legata, affezionata, però al personaggio di Sandro Costa del mio giallo “Il caso di Roccaventosa”, forse perché ho voluto chiamarlo come mio padre e attribuirgli la stessa data di nascita; è un personaggio tutto dedicato a lui, proprio come l’intero giallo.”

  1. Quale messaggio vuoi lanciare ai tuoi lettori?

Non pretendo di lanciare messaggi, scrivo semplicemente le mie sensazioni in poesia, ciò che mi passa per la mente. Se riuscirò a completare un impegnativo programma di prosa, cercherò di dire che nella vita bisogna sempre andare avanti con forza, con coraggio, con determinazione. Bisogna trasformarsi, migliorare, crescere con il tempo, nel senso di divenire più grandi, più positivi ancora. Bisogna sorridere, sorridere alle cose ed essere grati, essere consapevoli che la vita è caos ma anche magia.”

Nunzia Bianchi

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