A teatro con Plauto tra equivoci e risate

Sabato 10 Febbraio, presso il cineteatro Odeon di Reggio Calabria, alcune classi degli indirizzi tradizionale e scienze applicate dell’Istituto hanno avuto la possibilità di assistere ad una rappresentazione teatrale classica. Infatti, come ogni anno, il Liceo Volta ha aderito alla manifestazione proposta dalla compagnia del Teatro Plautino, facendo partecipare i propri alunni alla messa in scena dell’Amphitruo. La commedia di Plauto, autore latino del III sec. a.C., è incentrata sul tema del doppio perché racconta la vicenda di Giove, re degli dei, che assume le sembianze del generale tebano Anfitrione, impegnato in guerra, per giacere con la moglie di quest’ultimo, l’onesta Alcmena. Per poter godere della tranquillità necessaria durante l’incontro con Alcmena e per non farle sospettare nulla, Giove costringe il figlio Mercurio ad assumere le vesti del servo di Anfitrione, cioè Sosia. Lo stesso Mercurio recita il prologo e spiega l’antefatto della vicenda per introdurre gli spettatori nella fabula.

Tutta la commedia ruota sull’equivoco generato dalla presenza degli dei che assumono fattezze umane per soddisfare i loro desideri. Incolpevole risulta Alcmena, che crede di giacere col marito ed invece si ritrova a portare in grembo sia il figlio di Anfitrione che quello di Giove. Divertente è il personaggio del povero Sosia, confuso dalla presenza di un altro se stesso che lo spinge a dubitare della sua stessa identità. Poco divino appare Giove, che si serve del suo essere soprannaturale per soddisfare i suoi capricci, mentre Mercurio risulta il più ironico con la sua capacità di farsi beffe di Sosia.

Quattro personaggi sulla scena riescono ad attrarre il pubblico e a farlo appassionare alla vicenda senza generare stanchezza e distrazione. Come è possibile che un testo di più di 2000 anni risulti ancora tanto apprezzabile in un pubblico di giovani, abituati alla Rete e a vicende ben più complesse e diverse?

Qui entra in gioco la bravura della compagnia, che ha trasformato i cantici originali in musica moderna, che ha attualizzato le battute di spirito tipiche di Plauto e che ha saputo far rivivere i tipi plautini con grande professionalità. Particolare anche la scenografia che, grazie al gioco delle luci, ha rappresentato l’interno e l’esterno della casa di Anfitrione in maniera efficace. Il messaggio finale resta positivo: Anfitrione deve riconoscere l’onestà della propria sposa e la superiorità di Giove, dal cui amore verso la donna sarà generato Ercole, un semidio.

L’opera è stata molto apprezzata dai presenti che, come ogni anno, hanno riempito il teatro trascorrendo una mattinata di pioggia tra risate e tranquillità.

Samuele Mallamaci

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