La vendetta del vinile nero

Cos’è il vinile? E perchè oggi ancora se ne parla?

Primitivo strumento di riproduzione, nasce intorno alla metà dell’ 1800. Viene chiamto così in base al nome del materiale di cui è costruito, anche se i primi modelli dell’ 800′ ai successivi degli anni 50′ sono di tutt’altra fabbricazione. Ha la sua massima commercializzazione durante tutti gli anni 60′, 70′, 80′, fino ad arrivare alla metà degli anni novanta quando con l’avvento del Compact Disc (Già immesso nel mercto da qualche anno) viene surclassato quasi definitivamente. Esattamente, “Quasi”, perchè precisamente dal 2007 fino ad oggi nel 2018, le vendite di vinili, sorprendentemente, stanno aumentando di circa il 60/70% annuo. Solo in America si sono registrati dati di vendite pari alle 7 milioni di copie vendute. Certo, un dato che confrontandolo ai tempi d’oro era quasi insignificate, ma, che se viene paragonato alle vendite dell’ ultimo ventennio, è davvero sbalorditivo

Oggi, gli acquirenti di questo formato analogico “rinato”, pronto a sfidare sul mercato quello digitale, sono persone di tutte le età: Ragazzi intrigati, che per la prima volta si trovano di fronte a questo oggetto emblematico di cui non conoscono nemmeno il funzionamento; Collezionisti e persone amarcord che riacquistano per collezionare o per neccesità ristampe dei mitici album che hanno affascinato generazioni intere di ragazzi.

Analogico o Digitale?

La domanda è (volutamente) molto generalizzata. Durante i decenni si sono create due categorie di pensiero: chi è rimasto fedele al suono analogico e chi al moderno digitale, scatenando una vera e prorpia guerra intermediatica. Ma al di là della riproduzione uditiva musicale, il vinile, è destinato a diventare un ogetto intramontabile forse a causa del suo fascino nascosto che porta alcuni ad amarlo follemente, come un’artista colpito da un bellissimo quadro.

Di Gianmaria Parisi

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