Reportage: Monet al Vittoriano

Il giorno 3 gennaio 2018 ci siamo recati al complesso del Vittoriano per assistere alla mostra “Monet”.

Claude Monet era un pittore francese, considerato da molti padre fondatore dell’impressionismo. Lui inaugurò la moda della pittura “en plein air” (all’aperto), che in breve divenne uno dei segni distintivi del movimento impressionista. Monet si concentra a riprodurre la realtà così come la vede nel preciso momento in cui la rappresenta.

Alla mostra erano esposte circa 60 opere provenienti dal Musée Marmottan Monet, incorniciate da giochi di luce e riflessi che creano nel visitatore grandi suggestioni. Era possibile inoltre avvicinarsi abbastanza ai quadri notando anche i piccoli particolari. Le pareti erano decorate con frasi del pittore che rendevano ancora di più l’idea dei suoi pensieri.

L’unico difetto è stata l’organizzazione: a partire dalle lunghe code iniziali alla gestione degli spazi interni. I corridoi e le stanze infatti non erano sufficientemente capienti per il grande numero di visitatori e tutto ciò rendeva difficile la visione completa di tutti i quadri.

Le opere che ci hanno maggiormente colpito sono:

  • NINFEE

Le ninfee sono una serie di dipinti a olio realizzati da Claude Monet tra il 1897 e il 1926.

Non era la prima volta che Monet si dedicava ad un lavoro seriale, ma con le ninfee il suo stile tende progressivamente all’astrattismo, anticipando i tempi e portando l’impressionismo al suo apice.

In questo dipinto del 1916, il punto di vista è più ravvicinato. L’attenzione dell’artista e dello spettatore è completamente assorbita dal gioco di luci e di colori dei fiori e dell’acqua. La composizione dà l’impressione di una distesa illimitata, in cui l’attenzione ai valori decorativi ha preso il sopravvento sulla necessità di aderire con fedeltà alla realtà.

 

  • PONTE GIAPPONESE

In questa tela del 1922 ricompare il ponte giapponese, con la sua semplice ed elegante forma ad arco, che sottolinea il legame con le stampe orientali.  Lo dipingeva in varie ore del giorno per vedere la luce del sole come cambiava. Le pennellate sono veloci, intense e in direzioni diverse in modo da dare l’impressione del movimento. La luce si riflette sulle foglie degli alberi e le ombre diventano colorate. Questo dipinto trasmette una sensazione di calma e tranquillità che ci viene trasmessa dalla verdeggiante natura circostante il ponte.

  • LA LOCOMOTIVA

“Il treno nella neve. La locomotiva” dipinto da Claude Monet nel 1874-75. Questo dipinto può sembrare solo la solita fermata del treno in un freddo mattino di maltempo, ma non è così per Monet: si è dimenticato della fretta, del freddo e dell’alzataccia e sta osservando l’atmosfera. E la fa vedere anche a noi. Con qualche “trucchetto” e con grandissima maestria Monet riesce a coinvolgerci nel dipinto, le linee diagonali dei binari e della staccionata arrivano fino al nostro punto di osservazione, è questo che ci fa sentire dentro il dipinto. Monet dipinse “il treno nella neve” nella fase di piena maturità artistica. Questo significa che le caratteristiche del suo stile sono visibilissime. La pennellata rapida e poco definita, l’assenza di contorno nelle figure, la fusione degli elementi col paesaggio, l’assenza del colore nero e l’attenzione alla luce.

 

  • IRIS

Iris è un dipinto di Claude Monet eseguito probabilmente tra il 1914 e il 1917, conservato nella National Gallery di Londra. In questo dipinto Monet usa pennellate decise e violente.

  • LA SENNA A PORT VILEZ

La Senna a Port-Villez è un dipinto di Claude Monet. Eseguito nel 1894, è conservato nella National Gallery di Londra.Nonostante il dipinto sia datato 1885, è probabile che sia stato realizzato nel 1894, anno in cui Monet dipinse a Port-Villez. La zona è caratterizzata da alte scogliere nei pressi della Senna, che il pittore raffigura rispecchiate nell’acqua dando un senso di precisa simmetria.

  • LE ROSE

Le Rose sono un dipinto di Monet realizzato tra il 1925/1926.

Monet rappresentava con l’impressionismo i paesaggi che vedeva dal finestrino del treno,come in questo caso, attraverso un profondo senso di innovazione.

 

Queste sono solo alcune delle opere esposte alla mostra la quale è stata veramente suggestiva e ci ha fatto avvicinare all’arte e appassionare al pittore.

INTERVISTA

Abbiamo fatto alcune domande ad una delle guide della mostra Monet al Vittoriano:

  • Salve, possiamo farle qualche breve domanda per un reportage sulla mostra?

Certamente ragazzi!

  • Ricevete tanta gente qui al Vittoriano per questa mostra?

Si, questa è una mostra molto importante ed apprezzata e per questo motivo riceviamo molta gente non solo da Roma, ma da tutta Italia e anche qualche turista non italiano.

  • Da dove vengono tutte queste opere?

Dal Musée Marmottan Monet di Parigi, museo di impressionismo ed arte francese dell’Ottocento.

  • Come mai nelle opere di Monet troviamo così tante immagini di tipo naturalistico?

Monet amava rapportarsi alla natura ed essa era la sua unica fonte di ispirazione. Da questo si manifesta la volontà del pittore di liberarsi dalla schiavitù del reticolo prospettico.

  • Quale è la sua opera preferita di Monet?

La mia preferita è Signora in giardino, un’opera fantastica in cui Monet riesce a rendere perfettamente il bagliore della luce sugli alberi, il quadro sembra quasi una fotografia.

LAVORO SVOLTO DA:

ESPOSITO MICHELA , TROMBETTA DANIELA, PECORELLI NICCOLO’, BATTAGLIA FEDERICO

CLASSE: 3’B LICEO SCIENTIFICO STANISLAO CANNIZZARO

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