Intervista a uno studente universitario

Buonasera Marco, lei sta studiando al secondo anno di ingegneria meccanica all’università di Tor vergata. Come si trova?

Mi trovo abbastanza bene, l’università è parecchio accogliente.

 

Cosa ne pensa della struttura in generale?

La struttura è nuova, quindi diciamo che si presenta bene, le aule sono grandi e accoglienti, l’unico problema è che secondo me mancano spazi vitali per un Ateneo quali biblioteca e spazi verdi.

 

Come ha affrontato questo suo primo anno di studi?

L’ho affrontato con serietà ed anche se ho avuto dei problemi mi posso ritenere molto soddisfatto dei traguardi che ho raggiunto.

 

Per quale motivo ha scelto proprio Tor Vergata e non altri Atenei?

Beh diciamo che non c’è solo un motivo per cui ho scelto Tor Vergata, in primis per gli spostamenti: mi veniva molto più semplice andare a Tor Vergata con un mio mezzo rispetto ad arrivare ad altri Atenei con mezzi pubblici. Un altro motivo è per i professori: più giovani rispetto a La Sapienza e pure più preparati rispetto a Roma 3 secondo me.

 

L’impatto psicologico che ha avuto come l’ha affrontato?

Beh la vita da universitario è molto diversa dalla vita da studente liceale. È normale che all’inizio si senta questa differenza e si accusi anche da diversi punti di vista: a partire dall’organizzazione della giornata allo studio in generale.

 

Lei è uscito dal liceo poco prima che entrasse in vigore la riforma scuola lavoro di Renzi. Cosa ne pensa di questa riforma?

Secondo me non abbiamo vinto niente. Lo vedo come un’espediente da parte del governo per eliminare la cultura agli studenti ed abbassare ancora di più il livello culturale della scuola italiana.

 

In conclusione è soddisfatto di aver scelto questo percorso di studi?

Sì sono soddisfatto, perché è una cosa che fin da piccolo avrei voluto fare e mi sto trovando bene a studiare le materie che appunto sto studiando.

 

Andrea Baldanza