E’ QUESTA LA VERA FESTA DELLA DONNA?

Gregorio Collia e Fabio Figliuzzi

Oh voi donne, che al calar del vespro andrete a festeggiar o’ chi sa dove… sapete veramente perché si festeggia la festa della donna ovvero la Giornata Internazionale della Donna?

Oggi vogliamo parlare noi! Due ragazzi stanchi di vedere le nostre coetanee offendere con gesti stravaganti il sacrificio di quelle donne che in passato hanno perso la vita in nome della loro parità di sessi e dignità femminile. Condividendo l’idea di un famoso servizio dei “TheShow”, canale Youtube molto popolare tra noi giovani, spontaneamente arde in noi uno spirito polemico sull’importanza che le donne attribuiscono alla LORO festa.

Perché L’8 Marzo.

Le donne che in passato si sono battute sui loro diritti tramite lotte anche sanguinose e che ancora oggi continuano nella loro battaglia imperterrita meritano maggiore rispetto! Ricordiamo perché: nella manifestazione che il Partito Socialista Americano organizzò il 28 febbraio 1909 a sostegno del diritto delle donne al voto, le donne si attivarono sul tema delle rivendicazioni sociali e molte decisero di scioperare e scendere in piazza per molti giorni: chiedevano un aumento di salario e il miglioramento delle loro condizioni di lavoro. Nell’anno successivo, il 1910, il VIII Congresso dell’Internazionale Socialista propose l’istituzione di una giornata dedicata alle donne, per dare ancora maggiore credito e importanza alla donna in quanto tale, ma anche come madre e lavoratrice. Un anno dopo ancora, ovvero nel 1911, a New York una grave tragedia colpì la fabbrica di abbigliamento Triangle che andò a fuoco: 123 donne persero la vita. Da allora le sollevazioni femministe si moltiplicarono in tutta Europa ma fu solo nel 1917, quando le donne russe di San Pietroburgo scesero in piazza per chiedere la fine della guerra, che si fissò all’8 marzo la vera Festa della Donna.

Altre lotte per la parità dei diritti.

Con il termine suffragette si indicavano le appartenenti a un movimento di emancipazione femminile nato per ottenere il diritto di voto per le donne. In seguito la parola “suffragetta” ha finito per indicare, in senso lato, la donna che lotta o si adopera per ottenere il riconoscimento della piena dignità delle donne, coincidendo in parte quindi con il termine femminista. In Italia il percorso fu in parte rallentato dall’unificazione avvenuta solo nel 1861. Nel 1919 le donne ottennero l’emancipazione giuridica, e anche papa Benedetto XV si pronunciò pubblicamente a favore del diritto di voto alle donne.

E adesso?

Noi uomini diciamo che…

Donne che persero la vita e continuano a farlo per far emergere i loro diritti vengono derise dal comportamento di alcune nostre coetanee o di qualche anno più grandi.

Forse potremmo riconoscere che noi uomini difendiamo i diritti delle donne, quelli veri, che non consistono solo nel divertimento di una singola serata, più di loro. Oggi infatti siamo qui, due ragazzi di diciassette anni, a proclamarli e a difenderli e siamo pronti anche ad accettare delle critiche certe che ci verranno attribuite.

Esattamente un anno fa girava su social e media la foto (che abbiamo allegato in copertina dell’articolo) dove una ragazza, durante i festeggiamenti, si dava alla pazza gioia con un ragazzo, probabilmente uno spogliarellista. Noi troviamo tale comportamento indegno nei confronti delle 123 donne del partito socialista morte mentre affermavano i loro diritti solo perché nessuno ancora li riconosceva perché stiamo parlando proprio di questo: essere DONNE non è mai stato facile, ha sempre richiesto dedizione, lotta e sacrificio e certo non per arrivare ad un concetto vuoto e spettacolarizzato di libertà e parità.

Noi proclamiamo la vostra persona nella società come essere colto, creativo e “datore” di vita in quanto “mamma”,  perché la donna l’8 Marzo non va “festeggiata” ma va ricordata come essere sublime e fondamentale nella società.

Diciamo la verità noi uomini senza le donne non saremmo niente, perché sono proprio loro a metterci alla luce e a donarci il loro amore che è unico ed inimitabile.