Significativo, riflessivo e profondo, così può essere definito il film di Denis Villeneuve :Arrival. Uscito per la prima volta in Russia e nel Regno Unito il 10 Ottobre 2016,il film ha rapito con la sua trama e il suo significato tanti telespettatori. È la storia di una traduttrice, Louise (Amy Adams), a cui viene affidata un’ importante responsabilità: quella di scoprire l’intento degli alieni, atterrati con 12 gigantesche “capsule” in diverse nazioni.

Louise è accompagnata in quest’avventura dal fisico Gary Dannelly (Jeremy Renner). Per riuscire nel loro intento i due studiosi dovranno entrare nella capsula. La traduttrice è all’inizio spaventata e insicura riguardo la missione che dovrà affrontare, ma successivamente sarà proprio lei la prima ad entrare in contatto con gli alieni. Decodificare il loro linguaggio sarà difficile, essi comunicano tramite cerchi che disegnano con le zampe sul muro vetrato che li separa dagli umani.

La protagonista del film, Louise, crede in rapporto pacifico con gli alieni. Si verrà infatti a scoprire che le creature sono venute in pace sulla Terra per condividere il loro sapere con gli uomini. La loro capacità è quella di rivivere il passato e di anticipare il futuro. Louise si troverà in strane situazioni, le appariranno immagini riguardanti il suo futuro. Vedrà una bambina, quella che sarà sua figlia, e si vedrà spesso accanto a Gary.

La donna non riesce a dare una spiegazione a ciò che la sua mente le fa vedere, ma nel corso degli anni scoprirà che tutto ciò che gli alieni le avevano mostrato si sarebbe avverato. Louise sapeva che sua figlia sarebbe morta prematuramente a causa di una malattia, nonostante ciò decide di portare avanti la sua gravidanza.

La parte più profonda e significativa del film è proprio questa. Il regista ha voluto sottolineare il coraggio e la forza della protagonista. La donna è infatti riuscita a crescere la figlia e a comportarsi normalmente pur sapendo cosa sarebbe accaduto. Il messaggio che Denis Villeneuve ha voluto mandare è quello della bellezza e della preziosità della vita.

Louise ha voluto regalare la vita a sua figlia pur sapendo che sarebbe stata breve, ma è pur sempre meglio avere la possibilità di vivere una vita, anche se breve, anziché non viverla per niente. Arrival si può quindi considerare un inno alla vita, anche se un po’ nascosto, ma la bellezza del film sta proprio nel comprendere il suo significato tramite la riflessione.

Alla pellicola, inoltre, è stato attribuito l’Oscar per il miglior montaggio sonoro.

Un capolavoro da non perdere!

GALLIANO MARTINA