INTERVISTA

 

-“Nonno, è vero che i tempi odierni sono diversi da quelli precedenti?”

“si, è vero, sono completamente diversi”

-“perché credi siano diversi?”

“sai, ai miei tempi innanzitutto non c’era permesso tutto quello che viene concesso oggi, ad iniziare dalle uscite.

Non c’erano le discoteche, i pub, le feste e l’esagerazione che c’è oggi. C’erano i princìpi che dovevano essere rispettati, anche se si usciva per giocare con un pallone malandato fuori casa con gli amici. Oggi non è affatto così. È inconcepibile come ragazzi di quattordici anni tornino a casa la notte tarda, magari non rispettando l’orario che gli è stato dato dai genitori; gli stessi genitori che sono diventati molto ‘leggeri’, genitori che non danno orari, si fanno trattare male, non educano i figli. Non c’è più il rispetto che c’era ai miei tempi, quando a scuola se andavi male e la maestra ti urlava quando tornavi a casa se lo raccontavi ai tuoi ricevevi le sgridate anche da quest’ultimi al contrario di oggi, dove sono sempre più frequenti i casi nei quali sono gli stessi genitori ad andare nelle scuole per contestare ogni minima cosa, ogni minima parola che da loro è vista negativamente. Per non parlare della violenza che ora viene commessa sia dagli alunni che dai genitori nei confronti delle maestre, dei professori: un’assurdità.”

-“mi rendo conto che i tempi sono cambiati. Come passavate il tempo prima?”

prima come ‘uscite’ erano considerate anche lo scendere dalle frazioni al paese ed era per questo che quando si emigrava per cercare la fortuna altrove, la fortuna che l’Italia non poteva offrire, tutto veniva visto con occhi nuovi, con gioia e stupore.

I giochi erano con la palla, la corda, al massimo qualche bambola vecchia passata da mamma a figlie, qualche gioco mal ridotto fatto a mano. Non esistevano i telefoni, ed è per questo che anche per corteggiare le ragazze bisognava sfoggiare tutte le proprie capacità.”

-“qual è il tuo pensiero finale sulla differenza tra ieri e oggi?”

“il mio pensiero è che se ieri si era esagerati per molti versi, oggi si è esagerati per molti altri. Credo che ci sia il bisogno di lasciare di più i social per condividere e diffondere affetto.” 

SCIULLO FEDERICA