La realtà: sono i primi mesi di galera e pensi che ci sto a fare qua perché, e poi realizzi che stai in galera, se sei uno fragile cadi nella malinconia e pensi alla famiglia fuori, nello stesso momento ti rendi conto che invece devi essere forte per te e la famiglia fuori, e quando ti vengono a trovare devi dire che stai bene e che va tutto ok per non farli preoccupare. Voi che state fuori l’unico consiglio che vi posso dare di non frequentare delle persone che hanno avuto problemi con la legge e che ci vogliono ricadere. In carcere si fanno sempre le stesse cose, e ti organizzi giorno dopo giorno, poi pensi quando devi fare il colloquio con i tuoi familiari, pensi che per colpa tua li devono perquisire e perdi la dignità. Certamente per la polizia penitenziaria questo rappresenta il proprio lavoro legato ad un regolamento. Anche perché loro, cioè la polizia penitenziaria lo devono fare per regolamento. Potevo scegliere e fare una vita diversa, ero un autotrasportatore e ora sono un delinquente, e penso con tristezza chi darà mai un lavoro a un ex delinquente? Non so quale sarà il mio domani e non so se resterò qui in Italia, non mi sento più italiano.

Raitano Angiolino (CR Noto)

Risognare la realtà