INTERVISTA

  • Quali sono le attuali condizioni del lavoro?

Purtroppo, ancora nei giorni nostri, sussiste un’alta dose di disoccupazione causata soprattutto dal costo elevato del lavoro che la maggior parte delle aziende non riesce a sostenere. Quasi tutte le aziende, prima di assumere, cercano degli sgravi contribuitivi in modo da pagare meno INPS.

Ove non trovassero alcuna condizione favorevole, chiedono alla persona interessata se possiede una partita IVA in modo da farsi fare la fattura e togliersi da qualsiasi responsabilità contributiva e fiscale. A questo proposito tra le due parti non sussiste un contratto di lavoro subordinato ma un semplice contratto di lavoro autonomo.”

  • Qual è la differenza tra lavoro a partita IVA (e quindi autonomo) e le collaborazioni?

Le sole collaborazioni ormai in vigore oggi sono le collaborazioni coordinate e continuative (cd. COCOCO) che sono regolamentate dal codice civile e dall’INPS. Queste sono identificate come lavoro parasubordinato, ossia una via di mezzo tra dipendente e lavoratore autonomo. Insieme al collaboratore, la società definisce il compenso fisso che deve essere erogato a cadenza sistematica e viene compilata una sorta di busta paga nella quale vengono detratte le tasse e l’INPS è per 1/3 a carico del collaboratore e i restanti 2/3 a carico dell’azienda.

Il lavoro a partita IVA è invece il vero e proprio lavoro autonomo ove il prestatore di servizi emette la fattura e per l’azienda è un normale fornitore e non un dipendente o collaboratore”

  • Cos’è una busta paga?

La busta paga è un documento che viene consegnato al dipendente o cococo dove vengono distinte tutte le voci che compongono lo stipendio lordo e dal quale vengono tolti i contributi e tasse per arrivare al netto.”

  • Quali sono le attuali condizioni delle donne?

Teoricamente, allo stato attuale, non c’è differenza tra uomini e donne per quanto riguarda i CCNL perché all’interno dei vari livelli non c’è alcuna distinzione. I problemi spesso partono all’interno delle aziende perché è preferibile dare responsabilità maggiori e livelli più alti agli uomini in quanto danno meno problemi. Alle donne si è più restii a dare posizioni più elevato in quanto c’è il rischio di maternità e tutte le eventuali conseguenze. A proposito di questo però per tutelare le donne, è stata recentemente emanata la legge cosiddetta ‘quorum rosa’, ossia che deve essere presente un numero minimo di donne con gradi di responsabilità più alti.”

  • Quali sono i cambiamenti principali nel mondo del lavoro dagli anni 50 ad oggi?

Sicuramente i lavoratori dipendenti sono molto più tutelati da varie leggi per rischi di varia natura. Prima il datore di lavoro non aveva quasi mai rispetto per i suoi dipendenti e non aveva limiti a maltrattamenti di ogni genere come ad esempio lavorare in condizioni disumane, non concordare mai le ferie, non pagare le malattie, non tutelare i minori ecc ecc.

Ai giorni d’oggi, con l’entrata della figura dei sindacati, forse si è troppo ribaltata la situazione. Sicuramente si lavora meglio, per i dipendenti ci sono molteplici leggi a loro tutela per qualsiasi ambito. Dall’altra parte però, i datori di lavoro, sono molto più a rischio dovendo sostenere dei costi altissimi ed attenersi a delle procedure troppo rigide.

Ad esempio se un dipendente non si comporta adeguatamente, prima di licenziarlo, deve seguire determinate procedure onde evitare gravi problemi a seguito di vertenze.”

 

di D’Andrea Micaela