FAKE NEWS

Il termine inglese fake news (in italiano notizie false) indica articoli redatti con informazioni inventate, ingannevoli o distorte, resi pubblici con il deliberato intento di disinformare o diffondere bufale attraverso i mezzi di informazione. Tradizionalmente a veicolare le fake news sono i grandi media, ovvero le televisioni e le più importanti testate giornalistiche. Tuttavia con l’avvento di Internet, soprattutto per mezzo dei media sociali, aumentando in generale la diffusione delle notizie, è aumentata proporzionalmente per logica conseguenza anche la diffusione di notizie false.

Dietro le fake news c’è un problema più grande: la crisi della verità

Il falso, non essendo vincolato alla realtà, può spandersi su un territorio assai più vasto di quello che il vero riesce a presidiare e non ci si può illudere che contro le fake news basti un algoritmo. Perché, come diceva Aldo Moro, non sarà mai possibile combattere il falso senza una tensione morale verso la verità

La questione della disinformazione online, delle cosiddette ‘fake news’, si presenta come un cancro dell’infosfera, una malattia dei tempi moderni, un inquinamento dovuto al vertiginoso e incontrollabile moltiplicarsi delle voci nello spazio informativo.

Perché le notizie false si propagano più di quelle vere

Le notizie false infatti, secondo un recente studio pubblicato su Science, si propagano più di quelle vere, ma già Michel de Montaigne, agli albori del pensiero scientifico, osservava che “il rovescio della verità ha centomila aspetti e un campo indefinito”, e dunque, per il fatto di non essere vincolato alla realtà, il falso può spandersi su un territorio assai più vasto di quello che il vero riesce a presidiare. Oggi i cognitivisti ci mostrano che perfino la persona intellettualmente più onesta e dotata propende verso la conferma dei propri convincimenti piuttosto che la verifica puntuale delle affermazioni. Su tutto poi, notava Charles Sanders Peirce, aleggia il bisogno primario di lenire l’rritazione del dubbio”, cioè di raggiungere una condizione di credenza stabile, quale che sia. Non sorprende dunque che il falso, il costruito, l’inautentico trovino nella combinazione tra libertà dell’infosfera e debolezza umana un terreno molto favorevole.

Il rapporto tra linguaggio e verità

La verità vive nella parola. Si tratta infatti di una nozione linguistica: vero (o falso) è un enunciato rispetto allo stato delle cose. I nostri amici animali conoscono mimetismi, simulazioni, agguati, ma non menzogne. Nell’antichità classica, attorno al rapporto tra linguaggio e verità, sofisti come Gorgia e dialettici come Socrate dissero già tutto e il contrario di tutto. Tale rapporto era per i Greci così problematico che Hermes fu per loro al contempo il dio del logos e il patrono degli imbrogli. La discussione sulla verità, filosofica per eccellenza, si protrae fino ai giorni nostri e, come qualsiasi discussione di questo tipo, non è destinata a giungere a conclusione.

Qualche soluzione concreta al problema fake news

Nel merito delle soluzioni concrete al problema delle “fake news”, preso atto che la Commissione Europea non raccomanda per il momento azioni legislative, si registrano iniziative di responsabilità sociale delle piattaforme, nascita di siti di debunking e fact-checking, campagne di educazione al pensiero critico digitale. In una prospettiva pragmatica e pluralistica va tutto bene. C’è però un punto fondamentale che è necessario evidenziare: non sarà mai po1ssibile combattere il falso, né in rete né sulla terra, senza una tensione morale verso la verità. Lo diceva tra gli altri Aldo Moro. Una vicenda riguardo alla quale, stando alle conclusioni della Commissione Parlamentare di inchiesta, siamo stati nei decenni passati esposti a un buon numero di ‘fake-news’, e non certo sulla rete.

Benedetta De Prisco