Il principe Rosino era un bambino di cinque anni che veniva chiamato così per via della sua rosa portafortuna.
Era timido e riservato e, a causa del suo nome, veniva sempre preso in giro e deriso. Tuttavia era intelligente e curioso.
Il principe Rosino faceva fatica a prendere sonno e, durante la notte, scriveva un racconto.
Quella notte la sua immaginazione lo portò in un pianeta sperduto, il Pianeta dei Bananari. Ad accompagnarlo c’era anche la sua rosa, che divenne guida e ispiratrice.
Il pianeta era vastissimo e sembrava infinito; il terreno era giallo; le case erano bucce di banana giganti appoggiate a mo’ di tenda.
Gli abitanti di quel pianeta si chiamavano “Bananari”: erano scimmie amanti delle banane, ma avevano una dote particolare, cioè avevano un’intelligenza illimitata.
Si nutrivano di banane che nascevano in una parte del prato, il “Manaro”; nell’altra parte del prato c’era il “Canaro”, cioè un canile di banane che fungevano da animali da compagnia di ogni razza.
Il principe Rosino, insieme alla sua rosa, si addentrò nel cuore del pianeta: era incuriosito ma anche impaurito da tutti quei Bananari che attraversavano le strade.
Ad un tratto la rosa gli fece notare una volpe che si rotolava in cerca di attenzione. Essa era rossiccia con striature bianche; aveva le orecchie a punta ed era molto pelosa.
La rosa gli disse anche di andarla ad aiutare e Rosino obbedì.
Una volta raggiunta la volpe, Rosino le chiese se stesse andando tutto bene e lei gli rispose di noe che aveva bisogno di una cura.
Allora Rosino cercò una clinica veterinaria per canari e fece visitare la volpe.
Secondo il medico bananaro, la volpe aveva bisogno solo di una buona dose di affetto. La rosa approvò questa diagnosi e lei, la volpe e il principe Rosino andarono a passeggiare lungo le strade del pianeta.
A quel punto il principe Rosino si addormentò sul suo taccuino.
La mattina dopo si svegliò di buon mattino e, tutto contento, andò all’asilo.
Quel giorno strinse tante amicizie e continuò così per il resto dei suoi giorni, accompagnato dalla sua rosa.
L’amicizia è uno stile di vita che ti dona persone di cui fidarti.

Flavia Giotta e Francesca Lavermicocca 1L