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Un NOI non ci sarà più, ma se se ci vedessimo oggi per la prima volta, mi innamorerei ancora di te

Ti ricordi il primo sguardo?

Quella calda

sera del 13 settembre che, girandomi casualmente dall’altra parte della piazza, mi accorsi del tuo sguardo che era già rivolto verso di me.

Da quell’istante la folla annoiata che c’era intorno a noi scomparve totalmente e rimanemmo solo io e te.
Ti ricordi?
Quella stessa sera, dopo il tempo passato a parlare del più e del meno senza mai stancarci, mi pregasti di non tornare a casa in macchina, ma di fare strada insieme a te perché le nostre chiacchierate non erano mai abbastanza.
Io accettai e nel tragitto non facemmo altro che ridere per le tue e le mie battute di troppo, a sorridere dall’imbarazzo quando i nostri sguardi si incrociavano e a cantare a squarciagola fregandocene se erano le mezzanotte passate, perché anche lì, il resto del mondo, oltre a noi, non esisteva.

Ti ricordi?
Il giorno dopo avevi già voglia di vedermi e non te ne fregava niente se avevi finito tardi di lavorare, perché anche se ci vedevamo per cinque minuti, ti bastava.

Quella sera era un giorno festivo e arrivasti proprio nel momento in cui iniziarono i fuochi d’artificio, ma in quel momento i fuochi d’artificio erano il mio ultimo pensiero, perché il primo era quello di trovarti tra la folla.
Avevi indossato una camicia grigia e ricordo che mi dicesti che l’avevi messa principalmente per me, perché degli altri non te ne importava niente e tutto questo mentre guardavamo gli ultimi fuochi d’artificio, quelli più belli.
Ti ricordi?
Quando per un lungo periodo abbandonasti la tua amata moto solo perché di mattina, mentre andavo a scuola, volevi fare strada con me e in quei giorni avevo realmente voglia di alzarmi la mattina, perché sapevo che sarei stata bene, al tuo fianco.
Ti ricordi?
Quando un giorno mi capitò di avere scuola di pomeriggio e tu, anche se erano le 20:30, senza che io lo sapessi, ti facesti trovare fuori, perché volevi vedermi, ancora per un po’.
Ti ricordi?
La ricreazione passata sempre insieme, che ormai era diventata un’abitudine, mi offrirvi sempre da mangiare e io mi innervosivo perchè mi sentivo in debito, ma tu non mi ascoltavi e non facevi altro che abbracciarmi davanti a tutti che ci guardavano in continuazione, perché insieme eravamo bellissimi.
Ti ricordi?
Quando mi trattavi come una principessa, la tua principessa, e non mi facevi mancare niente.
Quasi tutti i pomeriggi mi chiamavi e mi dicevi: – Tra cinque minuti sono sotto casa tua- e anche se ero in condizioni pessime, scendevo senza pensarci due volte, perché sentivo già la necessità di vederti e tu non dimenticavi di chiamarmi ogni sera per sapere cosa stessi facendo e come stavo.
Ti ricordi?

Quando mentre camminavamo davanti a tutti, mi prendevi improvvisamente la mano e io non facevo altro che sorridere, sorridere col cuore.
Lo stesso succedeva con i tuoi abbracci, quei lunghi e silenziosi abbracci, nascosti da tutti, che mi facevano sentire a casa.
Ti ricordi?
Delle giornate piovose, quando nessuno aveva l’ombrello e allora tu andavi di corsa a casa di un tuo amico a prendere l’ombrello e mi accompagnavi a casa, anche se non era poi così lontano e potevo benissimo andarci da sola, ma tu non mi ascoltavi e mi dicevi che lo avresti fatto anche se c’era il sole, infatti lo facevi anche nelle belle giornate.
Ti ricordi del primo bacio?
Quel pomeriggio quando stavamo camminando per andare a giocare a biliardo e tu intrecciasti la tua mano con la mia, mi baciasti e diventammo entrambi rossi dall’imbarazzo, anche se sappiamo entrambi che non era soltanto imbarazzo, ma soprattutto amore.
Ti ricordi?
Il nostro essere gelosi, che in alcuni momenti adoravo perchè mi faceva capire che ci tenevi a me, e in altri momenti no, perché è stato proprio questo, insieme all’orgoglio e alla scarsa fiducia, che ha fatto traboccare il vaso e di conseguenza ci ha fatto perdere il controllo su ciò che eravamo io e te.

Da quel giorno sei cambiato.
E credimi quando ti dico che sei cambiato.
Non sei più quel ragazzo che già dal primo sguardo mi ha fatto sentire lo stomaco capovolgersi e sono arrivata alla conclusione che non riuscirò mai più a capirti.
Quello che mi frega più di tutto è che io di te ricordo solo i momenti belli, mai quelli brutti e ti ricordo come il ragazzo che mi ha fatto perdere la testa e mai quello che mi ha fatto stare male.
Non ho mai smesso di sperarci, di sperare nel fatto che io, da un momento ti potessi mancare. Guardandoti mi illudevo per le attenzioni che mi davi, per come mi guardavi e come scherzavi, ma mi illudevo anche quando mi ignoravi e ti voltavi quando ero di fronte a te, perchè pensavo che lo facessi solo perchè volevi nascondere il sentimento che provavi per me.
Credo al fatto che combattere e sperare fa sì che le cose si sistemino, ma guardando la tua indifferenza, i tuoi occhi ormai vuoti di me, i miei messaggi che visualizzavi ma a cui non davi nessuna risposta, mi sono convinta a non crederci più.
Non ho mai smesso di volerti.
Nonostante i pianti, nonostante le parole pesanti dette solo perché eravamo nervosi e perdevamo il controllo, nonostante il fatto che, anche se eri tu a farmi male, io ero la prima a chiedere scusa, perchè la tua assenza mi faceva stare male.
Non ho mai smesso di volerti.
Merito del fatto che tu mi facevi sentire mille volte più bella al tuo fianco perché ogni giorno ti avvicinavi di tanto ai miei occhi e mi ripetevi che non avevi mai visto finora occhi più belli dei miei; merito del fatto che, anche se per poco, abbiamo passato dei momenti unici e se avessi saputo che sarebbero durati così poco, avrei fermato il tempo in quel preciso istante e ti avrei dato qualche bacio in più. Merito degli attimi che diventavano lunghissimi grazie alla profondità dei tuoi occhi verdi che avevano la capacità di tranquillizzarmi in un solo attimo e merito del fatto che nessun abbraccio, ormai, mi scalda come mi scaldava il tuo.
Non ho mai smesso di volerti.
Perché il bene che mi hai dato, finora non me l’ha mai dato nessuno.
Nonostante le notti insonni passate a pensare a te, o meglio, a noi; nonostante il fatto che non riesco più guardarti come una volta; nonostante le nostre mani non si cerchino più e nonostante il fatto che non sei più al mio fianco. Eppure nella mia testa, sei ovunque.
Nonostante tutto, perchè ho capito che tutti gli altri amori erano marginali, perché, dopo tutto quello che è successo, continuo ancora a guardati, anche se in lontananza e in silenzio, con gli occhi della prima volta.

Nonostante me, nonostante te, nonostante noi, io non ho mai smesso di volerti.
Oggi mi accontento di averti nei miei ricordi e in un angolino del mio cuore, perchè so che un “noi” non ci sarà più, ma se ci vedessimo oggi per la prima volta, mi innamorerei ancora di te.

Gloria Merendino

IE Liceo delle Scienze Umane U. Mursia

Cariini (PA)