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Incontro con l’autore: Tempesta di Davide Camarrone al Mursia di Carini

Venerdì 17 maggio alle ore 9  sarà presentato agli alunni delle classi III e IV del liceo delle Scienze Umane e del liceo Scientifico dell’Istituto Mursia di Carini, il libro “Tempesta” del giornalista Rai e scrittore Davide Camarrone (Corrimano Editore). Una storia fatta di sofferenza e lacrime, in cui elementi della tragedia si mischiano a quelli della cronaca, e i cui protagonisti sono gli uomini che affrontano le insidie del mare.

Sarà presente l’autore ed interverranno l’ editore, Dario Ricciardo e Guglielmo Mangiapane, fotoreporter, che  a bordo della nave Aquarius di SoS Mediterranee e Medici Senza frontiere ha documentato le operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale al largo delle coste libiche, e che proporrà agli alunni dell’istituto un proprio video.

Gli schiavi del naufragio di Tempesta, infatti sono i nostri migranti, agonizzanti o morti, e il terrore nei loro occhi è quello che si vede così tante volte nelle immagini dei telegiornali, perchè “accade oggi nel Mediterraneo quel che è sempre accaduto”, come recita la frase con la quale l’autore apre la prefazione del libro.

Come ne La Tempesta di William Shakespeare, della quale lo scrittore propone una attualizzazione, il tempo, il vento, le rocce e il mare, si accaniscono contro la vita  e portano sofferenza e morte all’uomo. La tempesta violenta, nel buio della notte sembra una fornace che risucchia i corpi di coloro, uomini donne e bambini, si trovavano sul barcone.

Ogni capitolo è affidato alla narrazione di uno dei protagonisti: c’è, Prospero, che è il padrone dell’isola, il trafficante di uomini, il mago, anche lui cacciato dal suo regno, naufrago e tutore di Miranda, l’unica che grida il dolore alla vista della morte in mare C’è il Timoniere, che come Prospero nell’originale, tesse le fila degli avvenimenti: brutale, manipolatore e sboccato, questo personaggio è colui che guida la barca che naufraga sull’isola che non è più anonima, ma è Bintarrih, Pantelleria, l’isola dei venti.Come tutte le terre siciliane, profuma di zibibbo e limoni, ed è schiaffeggiata dallo scirocco.  C’è Caliban, il mostro selvaggio, colui che una volta possedeva l’isola. Insieme a loro costruiscono la storia altri personaggi, nomi e personalità diverse, i tanti prigionieri, dal colore nero come l’ebano, con i polsi legati gli uni agli altri.

Il Prospero di Shakespeare, mago e duca di Milano in esilio su un’isola sperduta insieme alla figlia Miranda e preoccupato dalla presenza dell’infido Caliban, causa una tempesta che fa naufragare il fratello Antonio e il complice Alonso, portando sull’isola questi ultimi e il giovane Ferdinando e inducendo tutti a fare ciò che vuole. La storia di Camarrone, invece, è una storia di migrazioni, di necessità di accogliere e odio verso chi è straniero.

Tempesta è un’opera complessa, che ha richiesto a noi alunni una lettura guidata dai nostri insegnanti, ma che impone una riflessione severa su quello che accade quotidianamente nel Mediterraneo.

 

IV D Liceo delle Scienze Umane Mursia

Carini