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Ventuno nuove costellazioni, compresa Hulk e l’Enterprise

Alzando gli occhi al cielo, in una notte priva di nuvole, con un po’ di allenamento ci basteranno pochi minuti per riconoscere la costellazione dell’orsa minore, quella Dell’Orsa Maggiore e un po’ più in là, Cassiopea. Gli esperti saranno capaci anche di distinguere il Cigno o la Lira, ma nessuno potrà mai vedere la costellazione di Hulk o quella di Einstein.
Per trovarle sarebbe infatti necessario possedere il Telescopio Spaziale per Raggi gamma Fermi (Fermi Gamma-ray Large Area Space Telescope, abbreviato in GLAST), un potentissimo telescopio, di proprietà della NASA, capace di rivelare i raggi gamma e di produrre, ogni tre ore, una mappa di tutte le loro fonti nell’intero cielo.
I raggi gamma sono radiazioni elettromagnetiche, caratterizzate da una breve lunghezza d’onda, che li rende invisibili all’occhio nudo. Questi vengono emessi dagli oggetti più caldi ed energetici dell’universo, come stelle di neutroni e pulsar, o da eventi cosmici alquanto violenti, quali esplosioni di supernove e creazioni di buchi neri.
Per studiare queste affascinanti radiazioni invisibili, l’11 giugno del 2008 la NASA, con la collaborazione di agenzie spaziali italiane, francesi, giapponesi e svizzere, aveva lanciato nello spazio il GLAST, battezzandolo in onore di Enrico Fermi, premio Nobel specializzato negli studi sulla fisica delle alte fonti di energia. Egli, infatti, suggerì per primo un meccanismo in grado di spiegare le enormi energie raggiunte dai raggi cosmici, particelle che viaggiano ad una velocità prossima a quella della luce; ipotesi poi confermata proprio dalle osservazioni raccolte dal telescopio a lui intitolato.
A più di dieci anni dalla partenza del progetto, Fermi ha localizzato circa 3.000 sorgenti di raggi gamma, fra cui anche stelle di neutroni rotanti e buchi neri supermassicci. Sulla mappatura dell’intero firmamento, i componenti del team hanno deciso di celebrare un decennio di duro lavoro con la creazione di 21 costellazioni non ufficiali. Da Hulk, all’Enterprise, passando per il Tardis e il gatto di Schroedinger; è evidente che l’ispirazione è stata tratta sia dalla scienza, sia dalla cultura pop degli ultimi anni.
“In un modo o nell’altro, tutte le costellazioni di raggi gamma hanno un legame con la scienza di Fermi” afferma una scienziata del progetto, Julie McEnery, in un comunicato stampa della NASA “Per la prima volta, il numero di sorgenti-gamma conosciute è comparabile al numero di stelle visibili, così abbiamo pensato che un nuovo gruppo di costellazioni fosse un buon modo per illustrare l’argomento” ha aggiunto il capo del progetto, Goddard’s Elizabeth Ferrara.
La mappa delle nuove 21 costellazioni è stata caricata sul sito della NASA, con le illustrazioni dell’artista Aurore Simonette, grazie alle quali è possibile riconoscere sulla volta celeste un’enorme Godzilla sputa fuoco o il pianeta B612 del Piccolo Principe.
Guardare le stelle, da ora in poi, non sarà più la stessa cosa. Non potremmo, infatti, fare a meno di immaginarci, a distanza di anni luce, un Hulk che si nasconde dietro la nostra stella polare.
Alessia Priori / Liceo Classico Galileo di Firenze