La felicità esiste ed è offline

Parlano chiaro i dati emanati dal Digital Wellness Summit: il 2018 è stato l’anno dell’alta reperibilità dei cybernauti. Il 2019 si sta proponendo come l’anno della disintossicazione.

Chi ha deciso di intraprendere il cammino della digital detox è ormai convinto che la felicità si trova lontano dallo schermo. E se Arisa cantava “Siamo l’esercito del selfie, di chi abbronza con l’iPhone”, molte strutture turistiche e resort stanno già invitando gli ospiti a disconnettersi.

È il caso dell’Ayana Resort and SPA di Bali che vieta l’uso di qualsiasi dispositivo mobile (e-readers inclusi) dalle 9 alle 17 o del Mandarin Oriental di New York che ha stanze senza connessione e vieta gli smartphone.

C’è chi resta completamente unplugged (non collegato) e chi decide di adottare soluzioni intermedie: una via economica e ormai più ricorrente per staccare la spina con i social è quella del dumb-phone.

In cosa consiste?

I turisti decidono di acquistare un secondo telefono ma di vecchio stampo, senza connessione internet e con un numero telefonico destinato a pochi: famiglia e pochi intimi.

Per un cammino alla ricerca della felicità offline è diventato virale anche il concorso online Rent a Finn del programma Visit Finland: chi vince viene accompagnato da un mentore spirituale in un percorso a contatto con la natura per ritrovare l’equilibrio e l’armonia psico-fisica.

di Paolo Ferrara