Una notte al Liceo

di Angelica Marcenaro e Valentina Martini Donati, 1B

 

L’evento certamente più atteso da tutti gli studenti dei Licei Classici d’Italia, in quanto proposta tra le più innovative nella scuola degli ultimi anni, è la Notte nazionale del Liceo Classico, che si è svolta per la sesta volta Venerdì 17 gennaio in tutta Italia. Tutti gli Istituti partecipanti hanno aperto in contemporanea le loro porte dalle 18:00 alle 24:00, in modo da permettere alla cittadinanza di assistere a svariate performance, quali maratone di letture di poeti antichi e moderni, brevi drammatizzazioni in italiano e in lingua straniera, esposizioni d’arti plastiche e visive, concerti ed attività musicali, presentazioni di cortometraggi, esperimenti scientifici, e quant’altro possa essere legato alla cultura, in particolar modo quella classica.

Anche Genova, naturalmente, ha partecipato a questo importantissimo evento, con i principali Licei cittadini fieri di portare avanti quest’idea innovativa.

Al Liceo Andrea D’Oria sono state organizzate numerose performance di grande interesse; solo per citarne qualcuna, ricordiamo “Amor ch’a nullo amato“,una raccolta di liriche e canzoni d’amore di Saffo presentata dalla 2F; “L’Atene che non ti aspetti“, una riduzione teatrale da “Per Eufileto” di Lisia, presentata al pubblico dalla 4F; un Power Point sulla figura di Afrodite nell’arte, creato da un’alunna di 4F; sicuramente uno dei progetti che ha riscosso più successo è stato il murale creato da alunni di più classi dell’indirizzo artistico-espressivo insieme all’artista Stevo rappresentante “Amore e Psiche”.

Quanto avvenuto nella classe IV G, nella quale gli alunni maschi, sotto l’egida della professoressa Solinas, hanno presentato la descrizione di uno  dei protagonisti delle novelle del libro di Geoffrey Chaucer “The Canterbury Tales”, ha divertito il pubblico per l’allestimento particolare molto “casalingo” ma, allo stesso tempo, assai efficace nella descrizione della stravagante protagonista, ossia “The wife of Bath”. Essa è una donna di attitudine mondana del Medioevo che, sposatasi 5 volte, viaggia libera e indipendente per intraprendere pellegrinaggi religiosi . Per rappresentarne il carattere, 4 ragazzi recitavano a turno un breve testo in inglese che descriveva i dettagli dell’abbigliamento della signora e in contemporanea uno studente, vestito con improbabili abiti femminili, mimava le descrizioni dei compagni. La scenografia, decisamente artigianale, era costituita da una scrivania che fungeva da corpo del cavallo usato per gli spostamenti della signora in questione. La testa dell’equino non era altro che un gioco per bambini incastrato sotto il piano della scrivania. Nonostante la semplicità della scenografia i ragazzi hanno creato un’atmosfera coinvolgente, resa ancora più toccante della musica del violino suonato da una studentessa della classe.

Al termine della rappresentazione abbiamo intervistato i protagonisti.

Da dove deriva la scelta di questa novella?

Sicuramente il nostro interesse verso l’inglese è stato uno dei moventi principali, inoltre in classe avevamo trattato questa novella solo superficialmente, mentre con questa rappresentazione, durante la magica notte bianca, abbiamo avuto modo di conoscere più a fondo la cosiddetta “Wife di Bath”. Siamo comunque molto fieri di aver rappresentato un autore così importante come Chaucer.

In che modo la donna di Bath può assomigliare alla donna moderna?

La wife of Bath, pur essendo un personaggio del medioevo, ha in se’ caratteristiche moderne come la voglia di emancipazione e di indipendenza che poi ha denotato le lotte femministe avvenute fino ad oggi.

Cosa vi ha lasciato questa esperienza?

Ci siamo divertiti molto, abbiamo capito che applicarsi all’apprendimento di una materia non vuol dire solo stare sui libri ma mettersi alla prova anche con rappresentazioni teatrali come questa. Inoltre siamo entrati in contatto con un mondo che apparentemente può sembrare noioso, fuori dai nostri interessi dimostrando che non è cosi. Una delle cose più importanti che abbiamo appreso è stata l’esigenza delle donne fin dai tempi antichi  di raggiungere l’uguaglianza con l’uomo.