Catania: sciolto per mafia il comune di Misterbianco

Il 27 settembre 2019 il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo scioglimento del comune di Misterbianco, in provincia di Catania, per infiltrazioni mafiose. La notizia non è stata affatto gradita dall’ex primo cittadino Nino Di Guardo che termina, così il suo quinto mandato.
A sostituire il sindaco Di Guardo, saranno 3 commissari prefettizi che guideranno la comunità  misterbianchese per 18 mesi, in seguito si terranno nuovamente le elezioni sindacali. Elezioni in cui lo stesso Nino Di Guardo ha intenzione di candidarsi per completare il suo operato “nella città che ha servito con impegno, passione e amore”, come egli stesso afferma in un comunicato. “Sono indignato! … Dico questo- si legge nella nota- perché, sotto la mia candidatura nessuna azione amministrativa è stata condizionata da forze esterne e nessuna cosca mafiosa ha messo piede nel mio comune”.
Tuttavia, Misterbianco è sotto i riflettori da tempo, molteplici le cause: l’arresto dell’ex vicesindaco Carmelo Santapaola e la discarica che tanto affligge le cittadine di Misterbianco e Motta Sant’Anastasia. Proprio la discarica è uno dei discorsi più combattuti dall’ex sindaco misterbianchese che si è impegnato organizzando
manifestazioni e scioperi. L’arresto del vicesindaco Santapaola sembra, invece, non toccare il comune in quanto le inchieste riguarderebbero il gioco d’azzardo.
Tuttavia, la situazione risulta abbastanza paradossale in quanto fu proprio il sindaco Nino Di Guardo a risollevare il comune di Misterbianco nel 1993 dopo anni segnati da omicidi e corruzione.

Marco Privitera, III Bsa