Non è vero, ma ci credo: le leggende “metrocuriose”

Per cominciare quest’anno abbiamo deciso di mettervi ansia, ma allo stesso tempo curiosità. Diciamo curiosità perché questi avvenimenti potrebbero capitare pure a te che stai leggendo…

di Eleonora Dell’Omo e Mara Giustini

Tra le tante leggende metropolitane che circolano vi proponiamo quelle che a parer nostro sono le più interessanti e accattivanti sotto molteplici punti di vista. In generale vi parleremo di cosa è accaduto in un college in America, di organi ed anche di un giocattolo che le bambine usavano molto da piccole.

Scritte rosse sul College

Per quanto riguarda la prima leggenda metropolitana, noi abbiamo deciso di raccontarvi un fatto strano avvenuto in un college. La leggenda tratta di una ragazza molto studiosa, che chiameremo Charlotte, la quale passava molto tempo in biblioteca e per tale ragione tornava tardi nel suo dormitorio.

La protagonista di questa storia conviveva con un’altra ragazza,che chiameremo Jenny, del tutto differente da lei: quest’ultima aveva molte relazioni, per questa ragione Charlotte una sera dovette cambiarsi al buio a causa di Jenny e il suo atteggiamento e per il suo partner. In seguito si addormentò con le cuffiette (sarà successo anche a voi almeno una volta).

Il mattino seguente quando si svegliò vide una scritta terrificante, la quale citava: “Non sei grata di aver acceso la luce?”, ed era di un color rosso. Dopodiché andò a vedere la sua compagna, ma la vide immersa in una pozza di sangue. Tuttavia vi sono molte altre versioni, ma il finale rimane sempre lo stesso.

Organi e l’autostoppista fantasma

La seconda leggenda è molto diffusa soprattutto tra i ragazzi. Infatti tratta di ragazzi che potrebbero avere più o meno la nostra età, che erano ad una festa fuori città ed il mattino seguente si svegliarono in una vasca da bagno piena di ghiaccio, confusi e storditi. Tuttavia la cosa più strana di tale risveglio fu il possedere delle strane cicatrici lungo il corpo e che alcuni organi erano stati asportati mentre erano addormentati.

Un’altra leggenda interessante può essere quella dell’autostoppista: ci sono molte versioni della vicenda narrata, ma quasi tutte hanno o stesso incipit.

La storia inizia in una fredda notte dove un automobilista vede una donna fare l’autostop, la situazione è abbastanza bizzarra e perciò decide di fermarsi e darle un passaggio. Lei accetta. L’automobilista a questo punto la deve accompagnare a casa, ma dopo aver compiuto la “missione” nota che la donna ha dimenticato il suo giacchetto nella sua macchina. Il giorno seguente l’uomo decide di andare alla casa della donna per darle ciò che aveva dimenticato. Nella casa vive solo una signora anziana e lei gli racconta la tragica storia della sua bambina. La figlia morì molti anni prima in una terribile incidente… la cosa curiosa è che lo scontro ebbe luogo proprio nel punto dove l’automobilista si era fermato

Okiku, la bambola maledetta

La bambola in questione è la tipica bambolina giapponese vestita con il kimono e la sua tradizionale acconciatura a caschetto. Forse vi chiederete cosa ci sia di strano… La cosa particolare di questa bambola maledetta è che i suoi capelli crescono in continuazione, ma partiamo dall’inizio.

Questa bambola all’inizio della storia è stata regalata da un uomo a sua sorella, di nome Okiku, la quale alla vista del regalo ne rimane colpita e felice. Tuttavia, in una giornata qualsiasi, Okiku ha un grave infortunio che la porta alla morte prematura e la bambola viene seppellita con la ragazza. Ancora non è chiaro la ragione per la quale alla bambola crescano i capelli, nonostante gli vengano tagliati all’altezza delle spalle, ma potrebbe essere a causa della morte della sua padrona che questa bambola sia divenuta maledetta.

Ovviamente esistono migliaia di leggende metropolitane, tutte diverse tra di loro, come ad esempio quelle che vedono come protagonista i cantanti Elvis Presley o Michael Jackson, oppure fantasmi e mostri da tutte le parti del mondo. Molte persone credono ad esse e altre no, ma la scelta sta a voi!