Il mago oscuro di Serpeverde non ammetteva la parola verde
Con mani affilate e unghie pungenti
Faceva venire i brividi a tutti i presenti.
Nessuno osava pronunciare il suo nome
Figuriamoci se lo chiamavano per cognome!
Solo un mago di intensa bontà
Seppe a tutti ridonare la felicità
Era un ragazzo dal semplice aspetto
Ma che aveva un gran cuore in petto
Con una lotta molto ardente
Il mago buono esce vincente.
Lanciando l’incantesimo furente
La sua bacchetta vinse in modo evidente.
Il mago oscuro venne distrutto
E il mondo tornò più bello tutto.

Covato Dario 1C

Marino Guarano Melito di Napoli