Ho smesso di contare i giorni, è come se fosse diventata un’abitudine. E mi spaventa. 

Non ho mai sottovalutato nulla e ne sono sempre stata contenta: ad esempio, sono grata per gli occhi di mia madre, sono grata per il pasto caldo. 

Mi chiedono cosa ho imparato da questa chiusura ma io, più che avere imparato qualcosa di nuovo, ho avuto solo conferma di chi c’era già da prima per me e il resto non conta. 

Mi manca la campanella della scuola, un giro semplice alle macchine distributrici di bevande. Mi mancano i miei compagni, una spalla accanto quando eravamo a lezione. Lo sguardo rassicurante dei miei professori. Mi manca il mare, mi manca essere libera. 

Questa chiusura forzata ha confermato solo chi voglio essere: una ragazza libera, una ragazza felice. 

Corro ma non vado di fretta. 

di Virginia Spinelli