La scuola è la più efficace difesa della libertà.

E’ il 15 settembre 2007, ho sei anni, indosso un grembiulino piuttosto grazioso, metto alle spalle lo zaino che mia mamma mi ha comprato, salgo in macchina, sono molto eccitata, sto arrivando a scuola. La scuola? ma cos’è? Attorno a me ci sono tanti bimbi della mia stessa altezza. Saluto la mamma e seguo i miei compagni, entriamo in un’aula con sedie piccole e banchi tutti verdi…

Oggi ho diciotto anni, sto per finire i miei cinque anni alle superiori. Posso finalmente rispondere a quella domanda che penso  anche tutti i miei compagni si erano posti.

Cos’è la scuola? Penso che essa sia una scoperta se così possiamo definirla, è qui che impari il sapere, la cultura, la vita. È un’esperienza di formazione che ogni persona dovrebbe avere. È un luogo che giorno dopo giorno ti regala un mattoncino per costruire attorno a te pareti possenti piene di cose, ed è proprio attorno a quelle pareti che ogni tanto fallisci, ma sei sempre pronto a rialzarti. La scuola è dove ottieni i migliori successi, è proprio lì che instauri i rapporti più belli della vita, è proprio lì che conserverai il ricordo di un ottimo insegnante o di un ottimo amico.

Scuola e vita camminano insieme, perché penso che è proprio la scuola che dà vita alla vita.

Il compito della scuola è quello di mettere a confronto splendore e nobiltà sia del passato che del presente, essa insegna che le scorciatoie tecnologiche uccidono la scrittura. Ad oggi i ragazzi non fanno altro che digitare tasti, non sanno più cosa significhi prendere un foglio, una penna in mano e gettare lì tutto ciò che si pensa. La scuola insegna che oggi la vita è preziosa e non è tutto un like.

Vedo ragazzi della mia età che vivono solo di questo, infelici, dico infelici perché una persona del genere è tutt’altro che felice.

La scuola insegna a toccare con mano, a odorare avvicinandoli alle narici i libri, mattoncini pieni di parole tanto preziose. Dei libri se ne deve avere cura, se ne deve saper avere cura, invece molti giovani non apprezzano le opportunità di crescita che essi offrono.

Oggi nella vita di tanti ragazzi l’uso smodato dei social media sembra soffocare il pensiero della scuola, dello studio, della famiglia, della vita. C’è poco dialogo all’interno delle famiglie, non c’è più l’esigenza di relazionarsi fisicamente con le persone, per molti è come se vivessimo in una bolla, il  “mondo virtuale”. La tecnologia di per sé non è però un male, è uno strumento formidabile di grande aiuto anche alla scuola, basti pensare alla didattica a distanza che in questo periodo ha permesso di continuare l’anno scolastico. Occorre tuttavia farne un giusto uso.

Io penso che la scuola permette non solo di crearci una cultura, ma, grazie al dialogo e alla guida degli insegnanti, ci dona quell’elasticità mentale, quel senso critico che serve nella vita quotidiana.  Essa però non deve essere un privilegio di pochi, ma un diritto di tutti e se così non è dobbiamo lottare per realizzarlo.

Per concludere io citerei l’articolo 34 della Costituzione per ribadire ancora una volta che lo studio, il diritto allo studio è un bene fondamentale. Ognuno ha diritto all’istruzione e questa è la più efficace difesa della libertà!

Federica Cavallaro 5AT