Americani alle armi, italiani ai balconi

Il numero delle persone ad oggi contagiate dal COVID-19 è di 275mila e tutto il mondo è nel panico.

I cittadini di ogni nazione hanno espresso le loro esigenze in questo momento così particolare: c’è chi ha fatto provviste di cibo, chi si è recato al bancomat per procurarsi denaro liquido e anche chi si è messo in fila ai coffee shop per fare scorte di marijuana. Ma coloro che si sono distinti maggiormente sono gli americani, che subito dopo le prime manifestazioni del virus, hanno preso d’assalto i negozi di armi e munizioni per rifornirsi. L’incremento delle vendite di pistole e fucili è stato registrato specialmente negli stati più colpiti dal virus, come California, New York e Washington ma c’è stato un aumento anche nelle aree meno infettate: il timore diffuso è che la pandemia sfociasse nel disfacimento dell’ordine sociale. Anche i negozi online hanno avuto un rialzo importante delle vendite dall’inizio dei primi contagi, più precisamente del 68%. Un dato che fa paura, soprattutto considerando il numero di persone che muoiono quotidianamente per un incidente o per un malfunzionamento dell’arma.

Secondo alcuni studi, l’ondata di vendite si è verificata in particolare tra gli statunitensi di origine asiatica, timorosi di una reazione anti-asiatica perché il coronavirus è partito dalla Cina.

Il motto durante l’emergenza delle persone e dei politici favorevoli all’acquisto delle armi è: “meglio essere preparati e non averne bisogno che averne bisogno e non averlo”, contrastato da chi mette in evidenza la quantità di incidenti a causa delle armi da fuoco.

Gli americani non hanno mancato di recarsi in massa ai supermercati, presi d’assalto anche negli altri paesi contagiati, come il nostro, dove ormai la situazione è più che critica. L’Italia è il paese con più morti di covid-19; le persone sono barricate in casa con la possibilità di uscire solo per fare provviste o far fare la passeggiata ai propri animali domestici. A rendere la situazione ancora più inquietante è la polizia, che gira per le strade con i megafoni per convincere le persone a restare casa. Per sdrammatizzare e dare un supporto morale ai medici e agli infermieri, gli italiani escono quotidianamente sui balconi intorno alle 18 per partecipare a un flashmob: si canta l’inno di Mameli e le canzoni più famose del repertorio nazionale.

Il gesto degli italiani, indirizzato per un supporto morale a tutti i medici del nostro paese, ha inspirato tutto il mondo tanto da essere di inspirazione per paesi come Spagna e Francia.

Non tutti gli italiani hanno partecipato al gesto patriottico e soprattutto, in molti non l’hanno apprezzato; vedendolo come, non un vero e proprio supporto agli ospedali italiani e affermando che, bisognerebbe, se si vuole veramente supportare il proprio paese, fare una donazione di sangue o partecipare ad una raccolta fondi.

Edoardo Giambalvo