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“No volveremos a la normalidad, porqué la normalidad era el problema”

          di Alice Vassallo 2B

Come ha potuto un organismo così piccolo e apparentemente innocuo mettere in ginocchio l’intera popolazione mondiale? Perché non riusciamo a capire che prevenire è sempre meglio che curare?

Questo virus sarà riuscito a farci capire l’importanza della libertà e dei valori che fino ad adesso abbiamo sempre dati per scontati o appena sarà finito tutto questo dimenticheremo e torneremo ad essere le persone di  sempre? 

In questi giorni sta girando sul web la foto di una scritta che è stata proiettata su un palazzo a Santiago del Cile :“Non torneremo alla normalità perché la normalità era il problema.” (https://vitaminaproject.com/non-torneremo-alla-normalita-perche-la-normalita-era-il-problema/)                   

Il virus ci ha portato a fare i conti con una realtà a noi sconosciuta; ci ha privato della libertà, del contatto umano ma soprattutto della normalità.

È diventata una sfida fare la spesa, andare al lavoro e fare una semplice passeggiata.

Ci siamo ritrovati ad affrontare uno stato di quarantena con il divieto di uscire passando giornate in piena solitudine, sempre connessi ad un portatile per rimanere in contatto tra noi e vivendo con la paura che il virus potesse contagiare un nostro familiare o qualcuno di importante per noi.

Questo killer non è riuscito però a fermare l’istruzione: è ripartita subito, più forte che mai, e più o meno tutti sono riusciti ad adattarsi al nuovo metodo scolastico procurandosi i dispositivi necessari e imparando ad usare la tecnologia in modo corretto.

Di positivo c’è stato solo l’impatto che il Covid ha avuto sull’ambiente; l’inquinamento è diminuito drasticamente, soprattutto grazie ad una riduzione dello spostamento, e gli animali e la natura si sono ripresi i propri spazi.( https://www.lastampa.it/topnews/edizioni-locali/cuneo/2020/04/12/news/con-l-emergenza-coronavirus-meno-traffico-cosi-gli-animali-si-riprendono-i-loro-spazi-1.38707905)

Ovviamente ognuno di noi ha vissuto la quarantena in modo differente; chi, non dovendosi preoccupare dell’aspetto economico, ha continuato a condurre una vita per così dire “normale”, chi, rimasto senza lavoro, combattendo ogni giorno per riuscire a sfamare i propri figli e chi, invece, la quarantena nemmeno l’ha vissuta, ignorando appena possibile i divieti e uscendo lo stesso di nascosto senza portare rispetto a tutte le persone che non sono riuscite a sopravvivere a questo mostro.

Adesso, sta per iniziare la fase due e finalmente, ritorneremo alla vita di sempre o almeno a qualcosa che gli assomigli…

Nonostante tutto la maggioranza delle persone si sta rialzando, sta iniziando a fare piccole prove per ritornare ad una parvenza di normalità.

Ma dobbiamo davvero dare la colpa di quello che è successo solo ed esclusivamente al virus? Anche noi avremmo potuto fare qualcosa?

Purtroppo, al giorno d’oggi, gran parte degli individui si comporta in modo superficiale, trascurando il peso delle proprie azioni e abitudini quando basterebbe solo più attenzione e meno egoismo per prevenire molte situazioni invece di piangersi addosso e ritrovarsi ad agire quando ormai il danno è fatto.

Avremmo potuto fare qualcosa e ridurre di molto la diffusione del virus se solo ci fossimo resi conto della gravità della situazione in cui ci stavamo trovando e se solo non la avessimo sottovalutata.

Siamo rimasti chiusi in casa, come mai prima d’ora, rinunciando alla nostra vita di sempre ma probabilmente – se non fossimo stati obbligati -quanti di noi avrebbero scelto spontaneamente di sottostare a tali restrizioni, pur bombardati di notizie di persone che morivano ogni giorno?(https://www.lastampa.it/topnews/edizioni-locali/cuneo/2020/04/12/news/con-l-emergenza-coronavirus-meno-traffico-cosi-gli-animali-si-riprendono-i-loro-spazi-1.38707905)

La verità è che purtroppo l’essere umano è terribilmente egoista e finché non è toccato direttamente dagli eventi tende a sottovalutarli…

Vogliamo davvero andare avanti e fra qualche tempo fare finta che tutto questo non sia mai successo? Vogliamo continuare ad essere noncuranti di tutti gli errori che facciamo come se tutto fosse lecito?

E se la prossima volta non potessimo più rimediare ai nostri errori?

Questo virus ci deve servire di lezione, dobbiamo imparare a capire che ad ogni azione corrisponde una reazione.

Dobbiamo ovviamente tornare alla normalità, ma dobbiamo tornarci facendo in modo che tale ritorno sia un cambiamento, ed ognuno di noi deve fare la sua parte; non dobbiamo aspettare che lo facciano gli altri perché l’indifferenza è sempre il crimine peggiore, il vero cambiamento parte da noi stessi : non è mai troppo tardi per cambiare il mondo.