La scuola e l’emergenza Coronavirus

Il Covid-19, generalmente chiamato Coronavirus, è diventata nel giro di poco una pandemia globale. Nonostante dapprima si pensasse che il virus sarebbe rimasto in Oriente, in poco tempo il nostro Paese è diventato uno dei più colpiti, e gli effetti della pandemia hanno causato, e causeranno, modifiche nella nostra vita e nei nostri comportamenti. 

Prima tra tutte la scuola, che è diventata Didattica a Distanza (DAD) e grande oggetto di discussione tra professori, studenti e ministri stessi, che elaborano nuovi decreti in continuazione. Al momento si sta pensando a delle nuove misure da utilizzare dopo le vacanze estive. Alcune delle idee proposte sono state l’installazione di plexiglas, i banchi singoli e la proposta – molto criticata da studenti e genitori – di fare lezione anche il pomeriggio. Ancora non sappiamo quale sarà il decreto definitivo, ma gli studenti hanno già delle loro opinioni al riguardo.

Sulla base di un questionario inviato a 30 studenti di Roma, possiamo capire quali sono i mezzi e le misure che essi ritengono più opportuni. Alla domanda: “Cosa ti aspetti dal sistema scolastico a settembre?”, la maggioranza (33,3%) ha risposto: “Lezioni divise tra online e in presenza”, anche se le soluzioni che propongono sono leggermente diverse: banchi distanziati, utilizzare più piattaforme digitali e rispetto delle regole e della distanza di sicurezza sembrano le misure più fattibili. L’idea di dividere le lezioni tra mattina e pomeriggio è la meno favorita, dato che “molti il pomerigggio hanno sport o altre attività”.

Gli studenti consigliano vivamente di utilizzare dei metodi interattivi e più stimolanti, come la visione di filmati o brevi video che possano essere più coinvolgenti delle classiche lezioni in cui il professore parla e gli studenti prendono appunti. Lo stesso Paolicelli, anch’egli intervistato con i due professori nella live di Diregiovani, ha invitato i professori alle “lezioni invertite”: lo studente spiega al professore. Gli studenti (il 70% dei partecipanti al questionario) suggeriscono anche l’uso dei powerpoint e dei lavori di gruppo, da tempo apprezzati e già in uso nelle classi. Anche se si sceglie di fare una lezione digitale è impensabile che gli studenti possano ascoltare un professore parlare per 45 minuti: ancora una volta, viene richiesta più interattività.

Non sappiamo ancora il futuro svolgimento dei fatti, ma speriamo che le lezioni, che siano in presenza o a distanza, mattutine o pomeridiane, siano comunque un momento piacevole e divertente per tutti. 


Giorgia Trombetta – Liceo Giulio Cesare