Una legge di cività

Il 28 Ottobre 2020, la Camera ha approvato il primo dei 10 articoli che compongono la legge Zan mirata a sancire la fine dell’omotransfobia.

LA LEGGE ZAN

All’interno di questa nuova legge, che prevede di tutelare le persone che fanno parte della comunità LGBTQIA+, ci sono delle integrazioni di legittimità contro la misoginia e la tutela delle persone affette da disabilità. La legge Zan, che si spera verrà al più  presto approvata nella sua totalità dalla Camera, aggiunge una parte importante alla già esistente legge Mancino che punisce, con il carcere, i reati a sfondo razziale. L’obbiettivo di questa nuova legge è condannare ad una pena, da scontare in galera, coloro che esercitano atti di violenza o incitamento alla violenza e alla discriminazione “fondati sul SESSO, sul GENERE, sull’ORIENTAMENTO SESSUALE, sull’IDENTITÀ DI GENERE, sulla DISABILITÀ”.

L’OSSERVATORIO REGIONALE

A fare da apripista alla legge Zan, che prevede un’efficacia nazionale, è una legge approvata in Campania il 5 Agosto 2020. L’Aula della Campania ha, infatti, approvato una legge composta da 13 articoli che prevedono la costituzione di un Osservatorio regionale sulla violenza e sulla discriminazione determinata dall’ORIENTAMENTO SESSUALE e dall’IDENTITÀ DI GENERE. Il compito di questo Osservatorio è  quello di monitorare la frequenza dei fenomeni legati alla violenza e alle discriminazioni, collaborare con organismi, enti e organizzazioni, per prevenire e contrastare i fenomeni oggetto della legge.

Antonello Sannino, presidente dell’Arcigay Napoli commenta: “Una giornata storica, una vittoria per tutti e per tutte le nostre associazioni. Mentre il nostro Parlamento discute ancora la legge Zan, l’Aula della regione Campania ha approvato la legge regionale importantissima per il futuro di questa terra. Dalla nostra regione arriva un segnale chiaro al legislatore nazionale per colmare quel vuoto legislativo imperdonabile. Ciò rende l’Italia l’unico Paese della Comunità Europea a non avere una legge contro i crimini d’odio legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere”. La prima regione italiana ad aver legiferato contro la discriminazione di genere ed orientamento è stata l’Emilia Romagna.

LEGGE EMILIANA E CAMPANA

La differenza tra la legge emiliana e quella campana consiste nell’integrazione (nella seconda) delle normative riguardo la violenza maschile sulle donne. La consigliera della Campania Loredana Raia afferma: “Tanto in aula è stato fatto per le donne e continuerà ad essere fatto”. Valeria Ciarambino, capogruppo del M5S e partecipe nell’attuazione della legge antidiscriminatoria ha inoltre palesato che: “Pur essendoci stati indecenti e, alla fine, sventati tentativi di ostruzione da parte di alcuni partiti del centro-destra, finalmente siamo riusciti ad avere una legge contro la discriminazione transomofobica per le persone vittime di violenza. Una legge di civiltà.”

Mi associo alle parole della Ciarambino perché questa è davvero una legge di civiltà.  Grazie a questa legge le persone, che da tempo sono costrette a vivere nell’ombra per paura, potranno essere tutelate da uno Stato che garantirà loro sicurezza e protezione dagli intolleranti e dai violenti.

di Giacomo Varriale