Il coding ai tempi del Covid

Alcune classi della Primaria di San Lorenzo e di Via Brescia, in occasione della “Settimana del Codice”, hanno sperimentato l’utilizzo del coding sia partecipando alle attività dell’Ora del Codice– Programma il Futuro- sia costruendo percorsi di programmazione associati alle misure precauzionali da utilizzare a scuola durante questo periodo di emergenza sanitaria.

I bambini di 3B intenti a giocare al percorso dell’Ora del Codice

 

Il coding è un’esperienza coinvolgente e divertente per i bambini: attraverso il gioco imparano le basi del linguaggio di programmazione e sviluppano il pensiero logico-sequenziale.
Ecco che cosa pensano del coding i bambini di 5A:
Ins.: Che cos’è e a che cosa serve il coding?
Gabriele C.: per programmare
Beatrice: per far muovere i personaggi con dei comandi, altrimenti non si muovono
Greta: quando diamo delle istruzioni in codice siamo dei programmatori
Gabriele M.: con il coding impariamo a usare il Pc. Il computer funziona con un codice
Carlo: con il gioco dell’Ora del Codice abbiamo programmato. Il Pc ha bisogno del codice, come se avesse bisogno di segnali per farlo funzionare.
Ins.: Più che segnali come possiamo chiamarli?
In coro: Simboli, segni!!!

I bambini di 2A hanno immaginato di essere dei robot e insieme all’insegnante hanno provato a muoversi seguendo delle semplici istruzioni attraverso l’uso di un codice condiviso.

Gli alunni di 4A hanno giocato al “Gioco del Coding”, inventando da soli un percorso all’interno dell’aula facendo attenzione alle indispensabili norme igieniche da adottare: le istruzioni del percorso dovevano infatti necessariamente  contenere il simbolo della mascherina per far muovere il  bambino-robot in aula.

La classe 4A intenta a indicare il percorso ad una compagna e a trascrivere il codice sul quaderno.

La 5A alle prese con il “Gioco del Coding”

Infine, le classi quinte di Via Brescia per “sconfiggere il Covid” hanno realizzato un simulatore utilizzando come linguaggio di programmazione Scratch da cui emerge come, all’aumentare delle persone in un determinato spazio e alla conseguente diminuzione delle distanze, il contagio si diffonde più in fretta.
Ecco il  video che racconta l’esperienza.