Approvata la legge contro l’omofobia

Il 4 novembre, nell’aula della Camera, con 265 sì, 193 no ed un astenuto è stata approvata
la legge contro l’omotransofobia.

La nuova legge si concentra sulla discriminazione dovuta alla transomofobia, alla disabilità e alla misoginia e rende queste azioni un reato perseguibile penalmente.
Nicola Zingaretti, segretario del Partito Democratico, Roberto Fico, Presidente della Camera e Graziano Delrio, capogruppo del Pd a Montecitorio si sono mostrati entusiasti verso il nuovo provvedimento. Il centrodestra, invece, ritiene che questa legge vada a ledere la libertà d’opinione, definendola “liberticida”. Nonostante ciò, i deputati Giusi Bartolozzi, Renata Polverini, Stefania Prestigiacomo, Elio Vito e Matteo Perego, del partito Forza Italia, hanno votato a favore. Durante la seduta, alcuni deputati di centrodestra hanno avviato una manifestazione di protesta, coprendosi il viso con un bavaglio bianco gridando “Libertà! Libertà!”. Inoltre, Edmondo Cirielli (Fratelli d’Italia) ha affermato:“Quando vinceremo le elezioni sarà la prima legge che abrogheremo”. Queste reazioni hanno determinato la sospensione della seduta. Di conseguenza sarà instituita una giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia accompagnata da iniziative nelle scuole. Insieme a queste iniziative è stato proposto di aggiungere alle scuole di ogni ordine e grado un’ora anti-discriminazione di genere. Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia richiedono che l’ora anti-discriminazione di genere sia rivolta solo agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, per evitare una presunta “propaganda gender verso i più piccoli”. Attraverso uno stanziamento di 4 milioni al fondo per le politiche sui diritti e le pari opportunità, verranno istituiti luoghi di assistenza e tutela contro le discriminazioni dovute
all’orientamento sessuale e all’identità di genere.
Chiara Imbriani e Flavia Balletta, III C