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Sparatoria ad Atlanta, perde la vita noto cantante della scena del rap americana

All’età di 26 anni ci lascia uno dei rapper più rappresentativi della città di Chicago, King Von. Nella notte tra il 5 ed il 6 novembre, King Vong è stato ucciso da una serie di colpi di pistola, a seguito di un’accesa lite fuori un locale di Atlanta, l’Opium Nightclub.

L’artista ed il suo entourage sono stati avvicinati da due uomini nel parcheggio che hanno dato vita ad una discussione, degenerata in una sparatoria, nella quale, oltre Dayvon Bennet (il vero nome del rapper), ha perso la vita anche un membro del suo staff, mentre altri tre uomini sono stati ricoverati in ospedale, dopo aver riportato ferite non molto gravi. Nonostante l’apparente trasparenza dei fatti, non sono in realtà chiare le dinamiche. Secondo la ricostruzione del Georgia Bureau of Investigation, gli agenti della polizia locale in servizio e fuori servizio hanno risposto al fuoco, provocando probabilmente una parte o tutte le ferite mortali per le due vittime. Tuttavia, il dipartimento di polizia difende gli agenti, sostenendo che a causare le ferite da arma da fuoco a Dayvon e l’altro uomo, sia stata la sparatoria iniziale tra i due gruppi di uomini, prima che la polizia intervenisse per provare a bloccarla. Per questo motivo, la polizia ha dichiarato che l’indagine rivelerà chi è stato colpito dal fuoco delle armi tra i civili e gli agenti. Al momento, le uniche immagini di cui si dispone sono le riprese di una telecamera di sorveglianza, in cui si vede il rapper che cade a terra e lo staff e gli amici che lo sollevano e lo portano in ospedale, a bordo di un’auto privata.

Il tentativo di salvare i due ragazzi è stato vano, entrambi sono arrivati in ospedale in gravissime condizioni e non c’è stato il tempo di attuare misure drastiche utili affinché i due sopravvivessero.

Mariaelena Piazzesi, III A