di Daniele Parra III B

In base all’articolo 3 della Costituzione italiana, tutti i cittadini indipendentemente dalla razza, dal sesso e dalle loro opinioni religiose e politiche, sono considerati pari davanti alla legge.

Lo Stato ha, quindi, il dovere di preservare le diversità culturali e la libertà di ogni individuo, valorizzando l’eterogeneità.

I contenuti della nostra bella Costituzione spesso vengono trascurati e dimenticati da una buona parte della popolazione, finchè non scatta la polemica per un episodio eclatante. Una Costituzione in vigore da oltre 70 anni, tuttora presa in considerazione quanto una qualunque altra norma sociale.

Secondo un sondaggio, ogni nero in Italia ha subito un episodio di discriminazione, come violenze  fisiche e verbali, spesso in luoghi pubblici, dove persone assistevano all’atto colme di indifferenza.

Nonostante la gravità di queste ingiurie, spesso la giustizia non può garantire un esito positivo, poichè, secondo una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione, chi pronuncia offese a sfondo razziale non può essere punito se in presenza della vittima.

Per combattere la piaga sociale dell’intolleranza, è necessario non lasciar correre e non voltarsi dall’altra parte dinanzi a certi avvenimenti perchè, se permettiamo che le minoranze siano soggette a pregiudizi o perseguitate in forma violenta, stiamo minacciando la nostra stessa libertà.